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Sinodo dei giovani, quali “ricadute”? Incontro a Trento venerdì 11 gennaio (20.30 Oratorio Duomo)

Promuovono Arcidiocesi con Azione cattolica, Fuci, Arcivescovile e Vita Trentina
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Qual è il frutto del Sinodo dei Vescovi sui giovani?  Per aiutare a comprendere il Documento Finale – con l’approfondimento, in particolare, dei temi del discernimento e della sinodalità – l’Arcidiocesi di Trento e l’Azione cattolica, in collaborazione con Fuci, Arcivescovile e Vita Trentina propongono una serata per giovani e adulti dal titolo “Sogna, vivi, scegli!” venerdì 11 gennaio 2019 presso l’Aula Magna dell’Oratorio del Duomo di Trento. In apertura, alle ore 20.00, è previsto un momento conviviale e di fraternità, seguito poi dalle ore 20.30 dall’incontro, che prevede momenti di ascolto, confronto in piccoli gruppi e dibattito.

Saranno presenti: Luisa Alfarano, vice presidente nazionale del Settore Giovani di Azione cattolica e Leonardo Paris, docente di teologia dogmatica presso l’ISSR Guardini di Trento. Modererà l’incontro Silvano Ploner, giornalista Rai.

Il cammino di preparazione della XV Assemblea dei Vescovi è iniziato il 6 ottobre 2016, con l’annuncio del tema; attraverso ulteriori passaggi e coinvolgimenti si è arrivati al momento fondamentale, la vera e propria assemblea sinodale che si è tenuta a Roma dal 3 al 28 ottobre 2018. “Essere Chiesa sinodale è segno della comunione dei discepoli del Signore in un mondo frammentato: vera profezia di fraternità che fa la differenza e prima forma di apostolato nel mondo di oggi a cui i giovani sono particolarmente sensibili” (Mons. Rossano Sala, segretario speciale del Sinodo dei Vescovi).

 

Concluso Sinodo sui giovani, Francesco: “Un tempo di consolazione e di speranza”

Nel discorso finale l'appello di Bergoglio: "La Chiesa non va sporcata!"
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“Un tempo di consolazione e di speranza”. E’ con queste parole che Papa Francesco, durante l’Angelus di ieri, ha definito l’esperienza dei 26 giorni di Sinodo dedicato ai giovani e appena concluso.
Prima dell’Angelus, la Messa celebrata in San Pietro, a conclusione del Sinodo. “Lo stile sinodale” ha detto il Papa, è il primo frutto del Sinodo.
È l’episodio dei discepoli di Emmaus, narrato dall’evangelista Luca, il filo conduttore del Documento finale del Sinodo dei giovani. Letto in Aula a voci alterne dal Relatore generale, Card. Sérgio da Rocha, dai Segretari speciali, padre Giacomo Costa e don Rossano Sala, insieme a Mons. Bruno Forte, membro della Commissione per la Redazione del testo, il Documento è complementare all’Instrumentum laboris del Sinodo, del quale riprende la suddivisione in tre parti. Accolto da un applauso, il testo – ha detto il Card. da Rocha – è “il risultato di un vero e proprio lavoro di squadra” dei Padri Sinodali, insieme agli altri partecipanti al Sinodo e “in modo particolare ai giovani”. Il Documento raccoglie, quindi, i 364 modi, ovvero emendamenti, presentati. “La maggior parte di essi – ha aggiunto il Relatore generale – sono stati precisi e costruttivi”.
Nel  suo discorso al termine del Sinodo dei vescovi sui giovani, pronunciato interamente a braccio, Francesco ha proposto  un’analisi del momento presente, e difficile, che sta vivendo la Chiesa. “La Chiesa non va sporcata. I figli sì, siamo sporchi tutti, ma la Madre no”.  “È il momento di difendere la Madre, e la Madre la si difende con la preghiera e la penitenza”, ha affermato Francesco: “Per questo ho chiesto di pregare il Rosario, la Madonna, san Michele Arcangelo”. “È un momento difficile – e parole del Papa – perché l’accusatore, tramite noi, attacca la Madre, e la mamma non la si tocca”. “Gli ultimi tre numeri sulla santità fanno vedere cos’è la Chiesa”, ha rivelato Francesco a proposito del documento finale: “La nostra Madre è santa, ma noi figli siamo peccatori. Siamo peccatori tutti”.

Poi il Papa ha esortato a “non dimenticare” l’espressione “casta meretrix”, usata dai padri della Chiesa: “La Chiesa Santa, Madre Santa, con i figli peccatori”. “È a causa dei nostri peccati che il grande accusatore sempre profitta, gira, gira”, ha denunciato Francesco citando il terzo capitolo di Giobbe: “In questo momento ci sta accusando forte e questa accusa diventa persecuzione”. E questa persecuzione, ha ammonito il Papa, “diventa anche un altro tipo di persecuzione, una ‘accusazione’ continua per sporcare la Chiesa”. Il documento finale del Sinodo dei vescovi sui giovani, che porta lo stesso titolo del terzo Sinodo convocato da Papa Francesco, dopo i due sulla famiglia – “I giovani e il discernimento vocazionale” – è stato approvato con la maggioranza qualificata dei due terzi in ognuno dei 167 punti. I padri presenti in Aula, aventi diritto al voto, erano 248, e la maggioranza qualificata ammontava a 166 voti. Il testo, 60 pagine, in continuità con l’Instrumentum laboris, ha come icona di riferimento l’episodio dei discepoli di Emmaus, ed è distinto in tre parti scandite da questo episodio.

La prima parte è intitolata “Camminava con loro” (Lc 24,15) e cerca di illuminare ciò che i Padri sinodali hanno riconosciuto del contesto in cui i giovani sono inseriti, evidenziandone i punti di forza e le sfide. La seconda parte, “Si aprirono loro gli occhi” (Lc 24,31), è interpretativa e fornisce alcune chiavi di lettura fondamentali del tema sinodale. La terza parte, intitolata “Partirono senza indugio” (Lc 24,33), raccoglie le scelte per una conversione spirituale, pastorale e missionaria. Il documento finale del Sinodo è stato consegnato questa sera nelle mani del Santo Padre, che ora deciderà cosa farne. 

LEGGI TUTTO 

Ai giovani del mondo la Lettera dei padri sinodali

 

 

 

Sinodo dei Giovani, ecco la traccia di lavoro

Diffuso l'"Instrumentum laboris"
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“Riconoscere, interpretare”, scegliere”. Sono i tre verbi attorno a cui si articola l’Instrumentum laboris del Sinodo dei vescovi sui giovani, diffuso oggi e articolato in tre parti: la prima dedicata all’analisi della condizione giovanile, la seconda ad offrire chiavi di lettura per un “discernimento” sulle questioni decisive, la terza per “aiutare i padri sinodali a prendere posizione rispetto a orientamenti e decisioni da prendere”. “Prendersi cura dei giovani non è facoltativo”, il punto di partenza per un “discernimento” inteso come “modo per stare al mondo, atteggiamento fondamentale e metodo di lavoro” e finalizzato ad offrire “strumenti pastorali per cammini vivibili da proporre ai giovani di oggi”, si legge nell’introduzione del documento, che si conclude con un’appendice sulla “santità”. “Orientamenti e suggerimenti non preconfezionati”, quelli offerti dal testo che farà da base ai lavori della XVI Assemblea generale del Sinodo dei vescovi – in programma dal 2 al 28 ottobre su “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale” – per “aprire e non chiudere processi” e offrire una bussola concreta in una “cultura dell’indecisione”, quale quella attuale, che “considera impossibile o addirittura insensata una scelta per la vita”.

La sintesi del testo a cura del Sir

FOTO e testo CEInews