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In marcia per i migranti anche a Trento, nella Settimana dell’accoglienza

Mercoledì 3 ottobre a Trento
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Mercoledì 3 ottobre, Giornata Nazionale in Memoria delle Vittime dell’Immigrazione, si è tenuta a a Trento la marcia per i migranti nella Settimana dell’accoglienza promossa dal Cnca. Singoli cittadini, istituzioni e associazioni riflettono sull’intreccio tra doveri e diritti, il cui rispetto è fondamentale per creare comunità accoglienti. Il servizio di Vita Trentina 

 

 

 

Vescovi Nordest a confronto su futuro parrocchie, Caritas e migranti

Riuniti a Torreglia il 17 e 18 settembre
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I Vescovi del Nordest – tra cui l’arcivescovo di Trento Lauro Tisi e l’emerito Luigi Bressan – si sono ritrovati il 17 e 18 settembre a Villa Immacolata – Torreglia (Padova) per una riunione più prolungata della Conferenza Episcopale Triveneto (Cet). Dopo un iniziale tempo dedicato alla meditazione e condivisione spirituale, i Vescovi si sono confrontati su un tema sempre più presente e sotto attenzione nella vita pastorale di queste Chiese: la situazione presente e futura delle comunità parrocchiali, le nuove forme di cura pastorale del territorio – unità o collaborazioni pastorali ecc. – nella realtà attuale che risente della diminuzione del clero in attività e delle vocazioni (con le relative conseguenze) assieme alla fatica e, talora, anche alla diminuzione dei fedeli laici.

La necessaria riflessione su questi aspetti – ha affermato il Patriarca di Venezia e presidente della Cet Francesco Moraglia nel corso del dialogo – “ci aiuti a realizzare una nuova immagine di Chiesa non determinata solo dalle urgenze ma più corrispondente alle vocazioni e ai ministeri ecclesiali, soprattutto riscoprendo e valorizzando la dimensione battesimale e la comunità come soggetto pastorale”. Nel confronto tra i Vescovi sono emerse tra l’altro le seguenti riflessioni: lo smarrimento esistente tra quello che la parrocchia è stata per lungo tempo e ciò che è adesso, la fraternità tra i sacerdoti e nella comunità cristiana, i ministeri dei fedeli laici e la loro collaborazione con i sacerdoti, la necessità di non far mancare mai il primo e secondo annuncio del Vangelo non lasciandosi ingabbiare dalle urgenze e soluzioni organizzative per rispondere meglio alle domande di senso che continuano ad essere nel cuore del popolo di Dio e favorire l’incontro con il Signore Gesù che ama e salva, ravvivare la fiducia nell’ascolto della Parola di Dio che saprà suggerire e inventare qualcosa di nuovo e ciò che è veramente importante oggi per rigenerare le comunità cristiane.

A seguire, dopo aver svolto, in questi ultimi tempi, un lavoro di analisi su organizzazione e attività delle Caritas diocesane e di ascolto della Delegazione Caritas del Nordest, i Vescovi hanno deciso di indirizzare alla stessa Delegazione una lettera nella quale esprimono apprezzamento e incoraggiamento per l’impegno in atto e il proficuo servizio reso. Raccomandano, in particolare, di privilegiare sempre la funzione pedagogica e formativa della Caritas – per l’animazione dell’intera comunità cristiana nella testimonianza della carità – in quanto sempre più urgente e preziosa, nonché di curare con attenzione e discernimento i rapporti con tutti i soggetti collegati (diversi da Caritas) mantenendo chiara l’attribuzione di compiti e responsabilità. Hanno, inoltre, richiamato l’importanza di garantire sempre massima trasparenza e correttezza nell’uso delle risorse provenienti dai fedeli, dall’otto per mille o da altre fonti.

In riferimento alle questioni legate all’immigrazione, i Vescovi del Triveneto hanno, infine, manifestato apprezzamento per quanto le comunità cristiane dei nostri territori hanno fatto e stanno facendo in quest’ambito. Per i Vescovi “come cristiani, e come ricordava anche recentemente Papa Francesco, non possiamo chiudere gli occhi su cause e riflessi di un fenomeno così vasto e complesso. Le nostre comunità cristiane sono chiamate ad aiutare la nostra società a trovare le forme e le modalità più valide e dignitose per realizzare un’accoglienza ragionevole e umana”.

Il Segretario della CEI Galantino a Rovereto per la festa della patrona Maria Ausiliatrice

 Sabato 4 la “Camminata della fraternità” con vescovo Tisi e molti migranti
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Full immersion roveretana nel fine settimana per il Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) monsignor Nunzio Galantino, nominato di recente presidente dell’Apsa, l’organismo che amministra il patrimonio della Santa Sede.  Galatino è stato invitato a Rovereto in occasione della festa votiva patronale di Maria Ausiliatrice.

Il Segretario della CEI sarà accanto all’arcivescovo di Trento Lauro Tisi alla Camminata della fraternità in programma sabato 4 agosto, vigilia della festa patronale, con il coinvolgimento anche di decine di migranti e richiedenti asilo che vivono e operano in Vallagarina. “Insieme con gli immigrati per costruire la pace”, recita il sottotitolo dell’iniziativa promossa dal comitato pastorale della Vallagarina. Dopo un momento di preparazione nella chiesa di san Marco alle ore 18.30, la camminata prenderà le mosse dalla piazza antistante alle ore 19.00, per arrivare alla Campana dei Caduti sul Colle di Miravalle dove è in programma una preghiera interreligiosa conclusa dal suono della Campana dei Caduti “Maria dolens” alle ore 21.30.

“L’invito – sottolineano gli organizzatori, coordinati dal decano di Rovereto don Sergio Nicolli – è rivolto a tutti gli immigrati e richiedenti asilo presenti tra noi e a tutte le comunità del nostro decanato, in particolare ai giovani, alle famiglie e a tutti coloro ai quali sta a cuore l’accoglienza e la convivenza fraterna”.

Il giorno successivo, domenica 5, festa votiva dell’Ausiliatrice, alle ore 10.00 solenne concelebrazione eucaristica, presieduta da monsignor Galantino nella chiesa di san Marco; nel pomeriggio, alle ore 17.30, la recita del rosario e i Vespri solenni, ai quali seguirà la processione per le vie della città, conclusa poi in san Marco con la lettura del voto e l’offerta del cero votivo da parte del sindaco. La giornata terminerà alle ore 20.30 in piazza san Marco e via della Terra con la cena sobria di condivisione offerta dal Comune.

La celebrazione della patrona con l’arcivescovo Lauro

Migranti, CEI: no “soluzioni a buon mercato”, sì ”accoglienza diffusa”

Nota della Presidenza dei vescovi italiani sul tema che anima il dibattito e divide
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Questione migranti, prendono posizione i vescovi italiani: “ci sentiamo responsabili di questo esercito di poveri, vittime di guerre e fame, di deserti e torture. nessuna soluzione a buon mercato. Ma nemmeno volgere lo sguardo altrove, o usare parole sprezzanti e atteggiamenti aggressivi”. Lo sostiene una nota a firma della Presidenza della CEI. Ecco il testo integrale:

Gli occhi sbarrati e lo sguardo vitreo di chi si vede sottratto in extremis all’abisso che ha inghiottito altre vite umane sono solo l’ultima immagine di una tragedia alla quale non ci è dato di assuefarci. Ci sentiamo responsabili di questo esercito di poveri, vittime di guerre e fame, di deserti e torture. È la storia sofferta di uomini e donne e bambini che – mentre impedisce di chiudere frontiere e alzare barriere – ci chiede di osare la solidarietà, la giustizia e la pace. Come Pastori della Chiesa non pretendiamo di offrire soluzioni a buon mercato. Rispetto a quanto accade non intendiamo, però, né volgere lo sguardo altrove, né far nostre parole sprezzanti e atteggiamenti aggressivi. Non possiamo lasciare che inquietudini e paure condizionino le nostre scelte, determinino le nostre risposte, alimentino un clima di diffidenza e disprezzo, di rabbia e rifiuto. Animati dal Vangelo di Gesù Cristo continuiamo a prestare la nostra voce a chi ne è privo. Camminiamo con le nostre comunità cristiane, coinvolgendoci in un’accoglienza diffusa e capace di autentica fraternità. Guardiamo con gratitudine a quanti – accanto e insieme a noi – con la loro disponibilità sono segno di compassione, lungimiranza e coraggio, costruttori di una cultura inclusiva, capace di proteggere, promuovere e integrare. Avvertiamo in maniera inequivocabile che la via per salvare la nostra stessa umanità dalla volgarità e dall’imbarbarimento passa dall’impegno a custodire la vita. Ogni vita. A partire da quella più esposta, umiliata e calpestata. La Presidenza della CEI

Arcivescovo Lauro al campo profughi di Marco

“Non si può vivere in 14 in un container.  La Diocesi mette a disposizione da subito 22 posti"
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L’arcivescovo Lauro Tisi ha visitato nella mattinata di mercoledì 24 gennaio il campo profughi a Marco di Rovereto. Accompagnato dall’assessore provinciale Luca Zeni, dai responsabili di Cinformi e della Croce Rossa, monsignor Tisi ha potuto verificare le condizioni in cui sono ospitati, attualmente, 237 richiedenti protezione internazionale. Ha passato in rassegna gli spazi comuni – un’aula scolastica, la mensa, un locale ricreativo –  per poi soffermarsi a lungo all’interno di uno dei container, ciascuno dei quali con quattordici posti letto su strutture a castello, in spazi oggettivamente ristretti. Qui ha potuto ascoltare le ragioni di uno degli ospiti.

      

FOTO ZOTTA

“E’ una situazione che parla da sola, così non va. Non si può stare in quattordici in un container”, commenta a caldo l’Arcivescovo, pur riconoscendo le difficoltà gestionali in capo all’ente pubblico. Intervenendo in diretta ai microfoni della radio diocesana Trentino inBlu, Tisi garantisce: “Mi sento interpellato in prima persona a muovermi, più che a parlare, per alleviare la situazione. Per questo la Diocesi mette da subito a disposizione ventidue posti in località San Nicolò, in appartamenti dove erano ospitate famiglie siriane, giunte con il corridoio umanitario. Altri nove posti saranno presto disponibili in  due diverse località”.

Con l’arcivescovo Lauro, questa mattina a Marco, anche Roberto Calzà e Cristian Gatti, direttori rispettivamente di Caritas e Fondazione Comunità Solidale, le due realtà diocesane che gestiscono l’accoglienza dei migranti. Monsignor Tisi, anche a seguito della visita al campo di Marco,  rilancia un appello alle comunità cristiane: “Ho parlato con i ragazzi ospitati al campo e mi porto dentro le loro problematiche esistenziali, che vanno ben oltre il disagio di un container. Anche nel pensare una ricollocazione, bisogna tener conto dei percorsi di integrazione e formativi che in molti casi sono già stati avviati sul posto”.  “Da parte mia  e anche dei preti che sono impegnati in questi giorni nella formazione a Villa Moretta, c’è piena apertura, come dimostra il fatto che abbiamo già messo a  disposizione una ventina di canoniche in Trentino. Dobbiamo però lavorare ancora sulle nostre comunità, per accrescere la disponibilità all’accoglienza, già riscontrata, e vincere eventuali paure che si sfaldano solo con l’incontro. Il mio intento – conclude Tisi – è far di tutto per invitare le comunità ad aprirsi”.