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Vivaldelli e la Divina Commedia: “Con il bene vinci il male” il 12 febbraio al Palarotari

Dopo il sold-out all'Auditorium, nuova location per il percorso letterario ed esistenziale proposto dal biblista trentino
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L’Arcidiocesi di Trento, tramite la propria Biblioteca, propone martedì 12 febbraio un nuovo  appuntamento con la Divina Commedia, tenuto dal prof. Gregorio Vivaldelli, dal titolo:Con il bene vinci il male”. Dopo il tutto esaurito registrato nelle precedenti edizioni alla Biblioteca Vigilianum, al teatro del Collegio Arcivescovile e, lo scorso dicembre, all’auditorium Santa Chiara (con l’impossibilità di accogliere tutte le persone convenute), per favorire una comoda e sicura partecipazione a tutti gli interessati, l’Arcidiocesi ha deciso di fare la serata del 12 febbraio al PalaRotari di Mezzocorona (Tn).

Superato il VI cerchio dell’Inferno, quello degli eretici, nella prossima serata si giungerà al VII cerchio, quello dei violenti; proprio nel passaggio dal VI al VII cerchio Virgilio descriverà a Dante la struttura generale dell’Inferno. Come negli altri cerchi infernali finora attraversati, anche nel VII – suddiviso in tre gironi – il Sommo Poeta farà nuovi incontri con nuovi personaggi in grado di suscitare interrogativi, riflettere sul dramma della violenza e del dolore, generare speranza e parlare al cuore delle persone di ogni tempo con sorprendente efficacia. Un nuovo tratto di strada nella Divina Commedia in compagnia di Dante, per scoprire quanto sia davvero urgente e attuale la consapevolezza che solo con il bene sia possibile vincere il male, generando così un’umanità rinnovata, aperta a prospettive di pace, di dialogo e di fraternità.

L’appuntamento è per martedì 12 febbraio, ore 20.30, ingresso libero. Sarà disponibile l’ampio parcheggio interno gratuito con accesso da via del Tonale, 110 – San Michele all’Adige (Tn).

Organizzazione e info: Biblioteca Diocesana Vigilianum – 0461 360224.

Per il Dante di Vivaldelli tutto esaurito anche all’Auditorium

Successo crescente per il viaggio nella Divina Commedia. "E’ un generatore di umanità".
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Pienone oltre ogni aspettativa martedì 4 all’Auditorium Santa Chiara per la serata con Gregorio Vivaldelli e il suo viaggio nella Divina Commedia. Proponiamo di seguito la recensione della serata, pubblicata sull’ultimo numero di Vita Trentina, a cura del direttore Diego Andreatta:

Anche il personale e i tecnici dell’Auditorium, peraltro abituati a lunghe code da Festival, sono rimasti senza parole davanti alle 300 persone in attesa martedì sera nell’atrio, senza poter entrare purtroppo. Tutto esaurito per Gregorio Vivaldelli, già mezzora prima delle 20.30, con i promotori della serata dantesca (rinviata lo scorso 29 ottobre per maltempo) a scusarsi con chi è dovuto tornare a casa. “L’aula magna dell’Arcivescovile si era rivelata insufficiente e all’Auditorium pensavamo di riuscire a contenere tutti. Ma anche qui non ce l’abbiamo fatta…ed ora ci resta forse il Palazzetto”, ha commentato nel suo saluto Paola Tomasi, direttrice della Biblioteca diocesana che al Vigilianum custodisce un antichissimo manoscritto della Divina Commedia, all’origine di questo personalissimo percorso di riflessione del biblista rivano.

“Il prof. Vivaldelli – lo ha ringraziato don Andrea Decarli, delegato vescovile per l’area cultura – ci dimostra come la grandezza della nostra tradizione letteraria, ispirata dalla cultura cristiana, possa ancora offrire risposte di senso nel nostro tempo”.

“E’ un generatore di umanità, la Divina Commedia – ha attaccato deciso Vivaldelli nel suo prologo – perché Dante ci fa tirare fuori il meglio di ciascuno di noi per metterlo a servizio degli altri. Vuole farci crescere in umanità, intercettare la nostalgia di umanità che c’è dentro ciascuno per rendere le nostre relazioni più fraterne. Possiamo riscoprire la nostra quotidianità, Dante ci spinge nella vita reale, non va d’accordo col Grande Fratello Vip. Per Dante l’eternità è chiave di lettura della quotidianità, e viceversa”.

Come Virgilio prende sotto braccio l’Alighieri, così Vivaldelli si fa compagno di viaggio per due ore degli “spettatori” – più della metà sono giovani, ed è tutto dire – ed entra nell’Inferno dalle mura della città di Dite, riuscendo però a penetrare anche nell’attenzione e nelle domande esistenziali di giovani e meno giovani. “Ritorna a te stesso!” è l’invito-titolo della serata, per trovare una direzione: mettendo gli altri al centro della tua esistenza scopri che c’è più gioia nel dare che nel “black friday” (il venerdì degli sconti,ndr).

Qualche battuta ben assestata (contro i modelli dei social media e dei talk show) anche per sorseggiare un po’ d’acqua e poi di nuovo via fra le terzine dantesche. A sottolineare figure retoriche e introdurre personaggi storici, ma anche a cogliere i messaggi universali: la cura delle relazioni, l’umiltà nel chiedere aiuto, la pigrizia e l’attenzione agli altri, la proiezione nel futuro e l’impegno concreto. “La bellezza genera bellezza” commenta chiamando in causa un dipinto del Caravaggio, un selfie ante litteram, e ricorrendo al grande filosofo Romano Guardini per commentare le intenzioni pedagogiche di Dante: “E’ come se ci dicesse di mettere da parte i nostri schemi ideologici…”

Servirebbero ancora molte ore per scendere nelle profondità dell’Inferno dantesco (anche se il catino dell’Auditorium rende bene l’idea), ma Gregorio conclude solo ringraziando il Divin Poeta e dando appuntamento al 18 febbraio per proseguire il cammino. All’uscita in tanti s’interrogano su ques’intuizione culturale vincente, che punta solo sulla parola, sull’ascolto e sulla bellezza. Anche Dante ci metterebbe la firma.

Diego Andreatta

Fotoservizio: Gianni Zotta

Serata con Vivaldelli si recupera il 4 dicembre

Era stata annullata il 29/10 per il maltempo
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E’ stato programmato per martedì 4 dicembre alle ore 20.30, all’auditorium s. Chiara, l’incontro su Dante con il biblista Gregorio Vivaldelli, previsto per lunedì 29 ottobre, ma rinviato a causa del maltempo. L’incontro è promosso dall’Arcidiocesi, che ne affida l’organizzazione alla Biblioteca diocesana Vigilianum. leggi tutto »

Divina Commedia, nuova tappa con Vivaldelli

Il 19 aprile al Collegio Arcivescovile su invito della Biblioteca diocesana
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Continua il viaggio nell’Inferno di Dante con il prof. Gregorio Vivaldelli. Giovedì 19 aprile alle ore 20.30 al teatro del Collegio Arcivescvovile  terza e conclusiva serata di quest’anno nel capoluogo su invito della Biblioteca Diocesana Vigilianum,  in collaborazione con lo Studio Teologico Accademico e il Collegio Arcivescovile.

Titolo: CHI SCENDE SALE.  L’affluenza massiccia di pubblico alle precedenti serate e la presenza numerosa di giovani indica che il linguaggio usato da Vivaldelli si rivela particolarmente efficace. Dopo essere giunti al secondo cerchio dell’Inferno dantesco (quello dei lussuriosi, con il celeberrimo canto dedicato alla vicenda amorosa di Paolo e Francesca), nella prossima serata Vivaldelli descriverà un altro tratto del cammino di Dante: dal terzo al quinto cerchio dell’Inferno (nei quali incontrerà i golosi, gli avari e i prodighi, gli iracondi e gli accidiosi), affrontando i rispettivi custodi infernali, fino ad arrivare alle imponenti mura della Città di Dite. Attraverso un linguaggio semplice e comprensibile, Vivaldelli farà emergere la grande modernità del viaggio di Dante, in grado di parlare al presente di tutti, proponendo uno stile di vita improntato alla bellezza dell’impegno personale e comunitario.

Appuntamento GIOVEDÌ 19 APRILE alle ore 20.30 al Teatro del Collegio Arcivescovile, via Endrici 23.

Sono a disposizione i parcheggi del Collegio Arcivescovile con accesso da via Giusti  o da via Endrici, il parcheggio del Seminario Minore e quello del Vigilianum entrambi con accesso da via Endrici.

 

Il Dante di Vivaldelli, fra libertà e responsabilità

Partecipata tappa, al Collegio Arcivescovile, alla scoperta della Divina Commedia
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Non meno di cinquecento persone nell’aula magna del Collegio Arcivescovile, lunedì 19 febbraio, per la nuova tappa del viaggio del professor Gregorio Vivaldelli alla scoperta della Divina Commedia, proposto da Biblioteca diocesana Vigilianum, Stat e Arcivescovile . “Chi cammina vive” il titolo dell’incontro con il biblista trentino che ha guidato un pubblico attento e partecipe (molti i giovani) nell’antinferno dantesco e nei primi “cerchi”, tra ignavi e lussuriosi, soffermandosi, in particolare  sulle figure di Paolo e Francesca. VIvaldelli rilancia con passione  e professionalità la forza attualizzante del messaggio di Dante che “descrive l’aldilà per parlare all’aldiqua”. Il percorso antropologico, teologico e poetico, commentato dal docente rivano, svela gradualmente un intenso appello alla libertà e alla responsabilità di ciascuno (“Anche nel Trecento un 4 marzo si votava e secondo Dante sono gli ignavi quelli che non vanno a votare”, ha chiosato ), in una logica (anche biblico-evangelica) di amore autentico, capace di non scindere la dimensione emotiva da quella razionale. Prossima tappa, sempre al Collegio Arcivescovile, giovedì 19 aprile. Qui Vivaldelli alla radio diocesana Trentino inBlu 

Vivaldelli in Biblioteca Vigilianum: “Con Dante la vita è bella”

Sala gremita per il viaggio del biblista nella Divina Commedia
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La vita diventa bella quando diventa risposta ad un amore più grande, e rispondendo ci mettiamo in cammino e stiamo in movimento, scoprendo che questo amore non si stanca di richiamarci, perfino quando siamo nella selva oscura. Dopo aver proposto, lo scorso anno, il tema della misericordia, trattato nel Purgatorio, è ricominciato con l’accattivante titolo “Chi ama chiama” il viaggio insieme a Dante e alla Divina Commedia proposto dal biblista Gregorio Vivaldelli, introdotto dal benvenuto di monsignor Giulio Viviani e della direttrice Paola Tomasi, ospitato giovedì 19 ottobre nell’affollatissima Biblioteca diocesana Vigilianum, a Trento.

Quest’anno l’attenzione si è spostata sull’inizio del viaggio di Dante, cominciando con la scoppiettante narrazione dei primi due canti dell’Inferno, percorso che proseguirà nel corso dell’anno con altri appuntamenti (22 febbraio e 19 aprile 2018).

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“Ascoltando Dante capiamo che la nostra vita cambia quando smettiamo di stare fermi nelle paure, negli scoraggiamenti, nei fallimenti e stando in mezzo alla vita, ci accorgiamo della possibilità che essa abbia uno scopo e un approdo bello e vero. Egli ci ricorda che siamo fatti per la felicità e accade di capirlo quando scopriamo il senso per cui viviamo, ossia che siamo chiamati a essere noi stessi. E se sei felice, cammini nella relazione con te stesso, con gli altri, con il creato e con Dio”.

La Commedia va letta, dunque, come un grande itinerario, un vero e proprio pellegrinaggio, non solo personale e interiore, ma anche comunitario, sociale, ecclesiale, storico e partendo dal famoso incipit “Nel mezzo di cammin di nostra vita”, Vivaldelli ha fatto camminare insieme a Dante e alla sua guida Virgilio un pubblico attento e di ogni età tra la discesa nelle profondità di noi stessi e l’aspirazione ad elevarsi al cielo.

“Per Dante già immergersi nel proprio inferno di paure e fragilità e riconoscere che siamo fatti di luce e tenebre è l’inizio di un cammino ascensionale che ci eleva in ogni fase delle nostra esistenza, avendo come punto di riferimento le stelle. Esse invitano ad alzare lo sguardo, sempre, per andare oltre i nostri errori: chi ama, chiama; chi risponde, ama chi chiama”. (Patrizia Niccolini)

I prossimi  appuntamenti con la Divina Commedia saranno

sabato 4 novembre, alle 21.00

“In me s’accese amore. La gioia della salita nel Purgatorio di Dante ”

Auditorium Comunale Piazzetta degli Alpini, 6, Lavis

sabato 25 novembre, alle 20.30

“Sei ciò che ami. Sincerità e inganni nell’Inferno di Dante”, proposta dall’Associazione Via Pacis

Palazzo dei Congressi-Sala dei Mille, Riva del Garda

 

Per maggiori informazioni: www.viapacis.info

Dante in Biblioteca, 250 per Vivaldelli

Ottima partecipazione all'evento dedicato al Purgatorio
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Dopo essere stati accompagnati nell’anti-Purgatorio, l’ottobre scorso, in 250 hanno proseguito il viaggio insieme a Dante e alla Divina Commedia e scoperto “La gioia della salita” incamminandosi lungo “Le sette cornici del Purgatorio” narrate dal biblista Gregorio Vivaldelli, professore ordinario allo Studio Teologico Accademico di Trento e apprezzato “cantore” dell’Alighieri, nella serata di martedì 14 marzo al Polo culturale Vigilianum di Trento.

L'”ascesa” ha trovato anche in questa occasione l’accoglienza ospitale di Paola Tomasi, direttrice della Biblioteca diocesana, i graditi inserti musicali dell’Ensemble Concilium guidato dal direttore dell’Ufficio ecumenico Alessandro Martinelli e l’entusiasta risposta di quanti – bambini, studenti, famiglie, insegnanti -, hanno affollato la sala del terzo piano del Vigilianum. La Biblioteca appare, infatti, location più che mai adeguata per dare voce alla bellezza del messaggio contenuto in un libro che sa ancora parlare all’uomo contemporaneo, invitandolo ad alzare lo sguardo alle stelle, cioè a ricordare che siamo nati per essere felici nonostante grandi dolori e momenti di debolezza.
La prima cornice è quella dei superbi ed è la più ampia perché è il vizio che più preoccupa Dante: “Sono persone che pensano di avere sempre ragione e di sapere tutto, perciò si credono Dio: schiacciati dal loro ego, per contrappasso portano sulla schiena un masso e cantano il Padre nostro per ricordare che invece siamo tutti fratelli”.
Il passaggio da una cornice all’altra è consentito da un angelo custode che indica la “chiave” della felicità, cantando la beatitudine corrispondente: “È possibile vincere i vizi se trovi una gioia più grande che ti motiva a fare la fatica di cambiare: per i superbi si tratta di riscoprirsi poveri in spirito, di essere umili e riconoscere di avere bisogno dell’aiuto degli altri”.
Vivaldelli ha poi passato in rassegna invidia, ira, accidia, avarizia, gola e lussuria descrivendone le caratteristiche e l'”antidoto” indicato da Dante.
“La vita la vivi in movimento, camminando e non restandone ai margini anche se vi sono momenti di smarrimento – il messaggio emerso durante l’incontro -, e scoprire ciò che rende felici è ciò che permette di essere se stessi, liberi e liberanti nei rapporti con gli altri”. È al tempo stesso “un ottimo programma di vita per tutti noi: le Beatitudini e Matteo 25” – passo del Vangelo incentrato sulla carità fraterna – ha detto il biblista a conclusione della “salita” citando un tweet di Papa Francesco del 2013. (Patrizia Niccolini)