Festa di comunità per il patrono San Vigilio. Appello di don Lauro: “Responsabilità e gratuità. Guardando l’umanità con simpatia”

Partecipata celebrazione in cattedrale e in piazza Duomo
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Trento, 26 giugno (Fotoservizio Gianni Zotta) – Il suggello alla mattinata di festa in onore di San Vigilio arriva dalle campane di piazza Duomo: al rintocco della Renga, la campana della Torre Civica restituita ufficialmente oggi alla città, dopo l’incendio di tre anni fa, risponde la campana della cattedrale. “Ѐ il segno – commenta fuori protocollo l’arcivescovo Lauro Tisi – che società civile e religiosa sono chiamate a dialogare tra loro”. Un’alleanza, in nome dell’umano, sulla quale monsignor Tisi si era soffermato con entusiasmo poco prima, in cattedrale, durante l’omelia della S. Messa (seguita alla processione cittadina da S. Maria con l’antica urna contenente le reliquie del patrono)  presieduta con altri tre vescovi: l’emerito Luigi Bressan e i due vescovi missionari trentini Guido Zendron (Diocesi di Paulo Afonso, Brasile) e monsignor Giuseppe Filippi (Kotido, Uganda). Zendron e Filippi proprio oggi ricordavano il quarantesimo della loro ordinazione sacerdotale avvenuta in cattedrale il 26 giugno 1978.

I 4 vescovi trentini concelebranti davanti alla basilica di S. Maria Maggiore da cui è partita la processione verso la cattedrale

Nell’era digitale delle fake news, la provocazione dell’arcivescovo di Trento è quella di considerare come “la nostra vita personale sia,  spesso, una fake news: accanto a elementi positivi, tutta una serie di vuoti, d’inconsistenze, d’incoerenze che la rendono spesso poco credibile? Contro chi si vanta di avere la verità in tasca, contro le “semplificazioni imbarazzanti” che vedono solo bianco o nero, la grandezza delle persone si misura, per  Tisi, nella capacità di dire, anzitutto a se stessi: ‘Non so, voglio capire, ho paura, ho sbagliato, mi assumo la responsabilità, rispondo in prima persona’”.

Questo – argomenta l’Arcivescovo di Trento – era lo stile di evangelizzazione  di San Vigilio e dei Martiri: non proselitismo ma testimonianza. “Chiesa di Trento – si accalora don Lauro – hai una via bellissima per accreditare il tuo Signore: offrire spazi di gratuità, ritrovando la pace, guardando l’umanità con simpatia. La Chiesa deve dire: “Non posso non voler bene a questa umanità che esce dalle mani di Dio”. “Non – precisa Tisi – con la presunzione dei primi della classe, ma con la coscienza di chi ha bisogno, continuamente, che gli venga usata misericordia. Dicendo che è la prima perdonata. E raccontando che possiamo ripartire dal perdono!”

Al tema della gratuità e del dono è dedicata anche la Lettera di Tisi alla comunità Il dodicesimo cammello”,  consegnata personalmente dall’Arcivescovo alle autorità civili e militari presenti in Duomo e poi distribuita a tutti i fedeli. “Un piccolo segno – la definisce l’autore – per dialogare anche con i non credenti alla ricerca di quell’umano che tutti ci unisce”.

In precedenza, il sindaco Alessandro Andreatta (foto sopra  sotto) avevo rinnovato il dono dell’olio per la lampada che arde davanti all’urna di San Vigilio, prima di firmare, insieme all’Arcivescovo, sul palco in piazza, la pergamena con la formula di riconsegna alla città della Renga.

Per tutti, infine, la condivisione del pane di San Vigilio, benedetto dal Vescovo e affidato dall’Associazione panificatori anche ai volontari di Trentino Solidale: un gesto, non scontato, sulla strada della gratuità.

In allegato testo omelia.