Marco, un miracolo di Vangelo

Incontro con il biblista Ernesto Borghi
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Il Vangelo è la bellezza e bontà dell’amore di Dio per tutti: questo è il significato del termine “vangelo”, solitamente interpretato come “buona notizia”, senza però avere consapevolezza del significato profondo in esso sotteso e del contenuto effettivo della notizia annunciata da Cristo.

Lo ha evidenziato il biblista e biblista e scrittore Ernesto Borghi nel secondo incontro del ciclo “Bibbia e vita” dedicato a “Marco. Un miracolo di Vangelo”, promosso dal Centro ecumenico e dell’Ufficio per la cultura, svoltosi all’interno della Settimana di Preghiera per l’Unità dei cristiani giovedì 18 gennaio nell’aula magna del Vigilianum a Trento.

Partendo da tale premessa, Borghi ha posto l’attenzione sul modo in cui è presentata la figura di Gesù da Marco quando compie miracoli e sul significato dei testi evangelici, in particolare quello marciano, quali fondamento sul quale costruire l’unità della Chiesa.

“Quando Gesù compie guarigioni – ha detto il biblista -, è attento alla situazione globale dell’essere umano e il risanamento riguarda la qualità della vita complessiva, non solo la fine dei dolori fisici, per esempio, la donna che soffriva di emorragie, emarginata da tutti per molti anni, viene reintegrata nell’umanità intesa come quella pienezza di vita che prima le era preclusa”.

In tale Vangelo è possibile inoltre individuare i valori che incarnano una preziosa proposta ecumenica: “La potenza del Dio narrata da Gesù va intesa in termini di apertura, accoglienza e solidarietà nei confronti dell’altro come emerge nel racconto della condivisione dei pani; si tratta di costruire relazioni fondate non sulla forza ma sulla libertà, il rispetto e il riconoscimento reciproco”.

Il biblista ha ricordato che l’unità cristiana proposta da papa Francesco nella Evangelii gaudium è “diversità riconciliata”, consapevoli che “l’ecumenismo è la fine dell’autosufficienza delle chiese, ogni chiesa ha bisogno delle altre per realizzare la propria vocazione. Non possiamo essere cristiani da soli”, come ha dichiarato il moderatore della Tavola Valdese Eugenio Bernardini nell’accogliere Bergoglio a Torino il 22 giugno 2015.

Nella prefazione a “Marco. Nuova traduzione ecumenica commentata (Edizioni Terra Santa, 2017), Bruno Maggioni scrive che “Marco è un vangelo breve che si concentra su pochi interrogativi fondamentali: chi è Gesù?”, domanda che riguarda anche noi oggi.

Sperimentare l’ecumenismo all’interno della dimensione di fede significa perciò giungere al riconoscimento dell’essenzialità del messaggio evangelico e della sua perdurante novità, testimoniata dal fatto che, nella versione originaria, il Vangelo di Marco, concludendosi con un “infatti”, rimane aperto, come a fare spazio a chiunque voglia far parte di quella storia.

Il ciclo si concluderà con l’incontro dedicato a “Essere sapienti oggi. Alcune risposte bibliche”, in programma giovedì 25 gennaio alle 18.00. (p.n.)