L’arte del seminatore

La docente di Patrologia
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Lo studio della teologia e delle scienze religiose si mette in ascolto degli interrogativi che la ragione pone alla fede perché l’approccio all’umano non trascuri quella parte fondamentale della vita e delle scelte che nasce dal rapporto con il divino. In certi momenti, soprattutto per chi fa dello studio l’attività principale delle sue giornate, crescono dentro, con l’inevitabile fatica, la gioia della ricerca, la soddisfazione della scoperta. Ma sarebbe come aprire un sentiero senza rivelare come percorrerlo, perché anche le conquiste del pensiero, come la vita intera, non sono fatte per se stesse, ma per essere donate.

Insegnare risponde alla missione, umana e cristiana, di essere fecondi, è un “dare alla luce” perché ci sia chi genera all’esercizio “sapiente” del pensiero, parte indispensabile del processo educativo. È consegnare strumenti perché si possa imparare a scegliere, rispondere, dialogare e accogliere. È l’arte del seminatore, che non risparmia e non si risparmia; è un atto “a perdere”, perché il rapporto tra impegno profuso e risultati ottenuti sfugge ogni possibile (e spesso frustrante) calcolo; è esercizio di pazienza, perché richiede tempo e costanza per formarsi e per formare; è una scommessa che si nutre di speranza nel futuro e di fiducia nell’uomo perché crede nelle potenzialità e nella singolarità di ciascuno; può diventare un atto d’amore, perché anche spendersi per la crescita intellettuale e spirituale degli altri è un “consegnare la vita”.

suor Chiara Curzel

Docente di Patrologia