“La Chiesa chiamata ad essere il dodicesimo cammello”

Distribuita in cattedrale la nuova Lettera alla comunità dell'arcivescovo Lauro
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Si intitola “Il dodicesimo cammello” la nuova Lettera dell’arcivescovo Lauro alla comunità trentina, in distribuzione domani, martedì 26 giugno, ai fedeli presenti in cattedrale per il pontificale di San Vigilio. La lettera sarà anche allegata al prossimo numero del settimanale Vita Trentina, in uscita giovedì 28 giugno. Segue “Silenzio e attesa” (2016) e “La vita è bella” (2017).

L’esordio è affidato a una breve storia della tradizione araba (da cui prende spunto anche il titolo “Il dodicesimo cammello”), in cui si elogia la forza generativa del dono e della gratuità, a cui fa subito da contraltare, nella riflessione di monsignor Tisi, il dato allarmante sulle dipendenze da sostanze anche nei giovanissimi. Don Lauro invita però a prendere in esame la dipendenza più preoccupante: quella da se stessi: “Quanta fatica – rileva –  nel buttare lo sguardo fuori dal nostro ristretto orizzonte!”. “In questo mondo dell’utilità e della necessità, dove le prove di forza sono all’ordine del giorno, serve – argomenta l’Arcivescovo – una pedagogia della gratuità”.

In tal senso, Tisi attribuisce un ruolo fondamentale allo Spirito Santo, “password – spiega – di una santità che non odora di incenso, ma del profumo che esce dalla ‘porta accanto’ di donne e uomini che, inconsapevolmente, sono riflesso della presenza di Dio”.

Per questo “il linguaggio dell’umanità, bello e innovativo, più delle formule dottrinali o delle scenografie liturgiche, dovrebbe costituire l’habitat naturale della Chiesa”. Cita a tal proposito la testimonianza di genitori che hanno saputo vivere il dolore estremo della perdita di un figlio, facendone memoria attiva in chiave solidale: “Non solo – si legge nel testo – essi vivono con grande dignità la loro incommensurabile sofferenza, ma la sanno trasformare in fonte di vita. Loro sono il vero monumento alla forza della gratuità e del dono”.

“Il bene comune – è un passaggio conclusivo della Lettera – pur richiedendo condizioni politiche ed economiche favorevoli, non si realizza se pensato come un obiettivo estrinseco. Si attua, infatti, solo nel momento in cui matura una consapevolezza: se il bene è di tutti è anche mio; se è solo mio, in verità non è di nessuno”.

Testo integrale: IL DODICESIMO CAMMELLO