In carcere i disegni dei bambini raccontano dialogo e pace

Inaugurata la mostra alla presenza dell'arcivescovo Lauro
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La casa circondariale di Trento ospita la mostra “501 disegni a sei mani per 500 anni veneziani. Venezia, Tunisi, Rabat, Hewitt”, inaugurata il 25 ottobre scorso nella città lagunare, a Palazzo Ducale, alla presenza di 900 bambini. Millecinqucento bambini italiani, tunisini, marocchini e texani (anche figli di detenuti) hanno colorato la pace e scritto messaggi in lingue – diverse. Nove detenuti del carcere di Venezia e Trento li hanno tradotti trascrivendo i loro pensieri, abbattendo muri linguistici e avvicinando culture differenti anche attraverso la consultazione del vocabolario, della Bibbia, del Corano e della Torah. I 501 disegni sono il prodotto del ponte d’ amicizia tra 24 scuole elementari iniziato 2 anni fa a Venezia e che ha toccato Tunisia, Marocco e Texas. Disegni e messaggi di amicizia che rappresentano una straordinaria testimonianza di dialogo e reciproco rispetto che, attraverso i colori, questi giovani hanno voluto consegnare al mondo degli adulti. 

All’inaugurazione della mostra nel carcere  di Trento era presente anche l’arcivescovo Lauro Tisi, accanto al Rabbino di Verona e Vicenza, Rabbi Yosef Y. Labi e al rappresentante del Settore educativo del Coreis, Comunità religiosa islamica italiana, Imam Isa Abd Al-Haqq Benassi. Con loro anche il direttore dell’ istituto, Valerio Pappalardo, il provveditore regionale dell’Amministrazione penitenziaria, Enrico Sbriglia, il sindaco di Trento, Alessandro Andreatta. Nel suo intervento, don Lauro ha detto che “le religioni non sono motivo di divisione, ma di coesione e riappacificazione” ed ha poi accostato la schiettezza relazionale dei bambini a quella che spesso si respira entrando in carcere, dove la relazione può assumere connotati di verità tutt’altro che scontati. 

  

FOTO GIANNI ZOTTA – Ampio servizio sull’inaugurazione nel prossimo numero di Vita Trentina in uscita giovedì 7 dicembre.