In 400 all’Assemblea pastorale Valsugana-Primiero

Intenso e convincente dialogo con il vescovo Lauro
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Seconda, partecipata tappa, del cammino diocesano d’autunno contraddistinto quest’anno dalle assemblee pastorali con il vescovo Lauro nelle otto zone in cui è suddivisa la Diocesi. Teatro comunale di Pergine quasi tutto esaurito sabato 6 ottobre con circa 400 persone provenienti da tutta la zona pastorale: da Civezzano, Pinè, Pergine, Valle dei Mocheni, altipiani di Folgaria e Lavarone, Levico, Borgo, Tesino, Primiero. Insieme per interrogarsi sul volto di comunità chiamata ad assumere la Chiesa sul territorio, a fronte di dinamiche ecclesiali radicalmente mutate. Il vicario di zona, don Antonio Brugnara, nel suo intervento iniziale ha accomunato la situazione attuale della Chiesa al dipinto “Cristo nella tempesta sul mare di Galilea” di Rembrandt: un momento di tempesta dove però non ci si deve rassegnare, non si deve aver paura. Gli ha fatto eco il Vescovo “È finita una realtà pastorale che vedeva il parroco al centro di tutto. Dobbiamo scordarci della figura del parroco come era una volta, anche se nella testa di molti si è ancora fermi a questa realtà. Il futuro è nella comunità, ed anche il vescovo deve camminare fra la comunità, anche perché al giorno d’oggi c’è un preoccupante e crescente desiderio di avere un ‘uomo solo al comando’ che risolve tutti i problemi. Non è in questo modo che si aprirà la strada del futuro. Abbiamo bisogno di appartenenza e fraternità nella solitudine dei nostri giorni. Ma pur essendo degli ‘incomincianti’, non siamo sul baratro, come ho sentito dire, anche se alcune strutture non esisteranno più”.

Nella prima parte dell’assemblea è stato dato spazio agli interventi che hanno dato voce alle varie realtà territoriali di questa nuova zona pastorale: don Paolo Vigolani, vicario parrocchiale a Pergine e incaricato per la pastorale giovanile, ha illustrato le varie attività che fanno della Valsugana una terra ricca di giovani che si impegnano, anche con esperienze nelle case di riposo o nel pellegrinaggio diocesano a Lourdes; quindi Alessandro Gremes, della Caritas di Levico, ha illustrato l’importanza della presenza costante del Centro d’Ascolto e Solidarietà nel tessuto sociale; poi Stefano Mattivi, del gruppo famiglie del Pinetano, ha spiegato come la voglia di creare un GrEst abbia unito genitori e figli in una formula di successo; il diacono Sergio Oss ha mostrato la voglia di mettersi in gioco dei giovani nei percorsi post-cresima; infine Elisa Faoro ha parlato dell’esperienza che ha unito associazioni e gruppi attorno alle riflessioni sull’enciclica Laudato Si’.

Nella seconda parte, spazio alle domande dei partecipanti, centrate in particolare sul rapporto preti-laici, sui tempi della fede e tempi della vita. Dal vescovo l’invito ad investire, come zona pastorale, soprattutto sull’urgenza di riscoprire il Vangelo con i percorsi comunitari per i giovani (Passi di Vangelo) e per gli adulti (Sulla tua Parola); inoltre, la speranza che nasca in ogni zona pastorale un Centro di spiritualità per chiunque si senta in ricerca.

Nel pomeriggio, a Villa Moretta, si è svolto l’incontro per gli animatori della comunicazione e della cultura, partecipato da una quarantina di persone in rappresentanza di redazioni di notiziari e  siti web parrocchiali, collaboratori di Vita Trentina  e animatori di oratori e sale della comunità. (ha collaborato Luigi Oss Papot)