Giornata pace, vescovo Lauro: “Migranti, nostri angeli”

1 gennaio di riflessione, ospite arcivescovo Tomasi
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“I fratelli migranti? Sono angeli mandati da Dio per dirci: dove avete messo la vostra gioia, la capacità di sognare?” Così l’arcivescovo Lauro nel pomeriggio del 1 gennaio alla veglia di preghiera in cattedrale, a conclusione del consueto evento diocesano per la Giornata mondiale della pace. 

In apertura del pomeriggio, nella chiesa parrocchiale del S. Cuore, la riflessione dell’arcivescovo Silvano Tomasi, sul tema indicato da Francesco “Migranti e rifugiati, uomini e donne in cerca di pace” (qui INTERVISTA ALLA RADIO DIOCESANA) . Quindi la fiaccolata fino alla cattedrale per la veglia. Sull’anelito umano di pace, il vescovo Lauro – accanto a Tomasi e al vescovo emerito Bressan –  sottolinea che tutti, apparentemente, “vogliono la pace, la desiderano, è una parola magica, ma i dati ci dicono che questo desiderio non è una realtà così presente: forse più che essere tifosi della pace vogliamo essere lasciati in pace!». «Viviamo nell’ epoca dell’ innovazione scientifica e tecnologica – ha aggiunto  – ma se penso al lato umano, siamo più cavernicoli che innovatori: campi profughi dove incombe il peso della morte, bombardamenti, armi chimiche, venti di guerra nucleare e commercio di armi. Tutto ciò ci ricorda che non siamo così innovativi». Tornando infine ai migranti: “Ci danno la buona notizia che si può vivere anche nella difficoltà, sorridere nelle calamità. Hanno voglia di vivere in un occidente stanco che ha poca voglia di vivere”.

FOTOSERVIZIO GIANNI ZOTTA