Don Lauro a TEDx e quel “Dio capovolto”

Il vescovo di Trento "in uscita" al Festival delle idee innovative
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Il suo “Dio capovolto”, manifesto episcopale annunciato ai giovani incontrati per primi nel giorno del suo ingresso a Trento, suonava, probabilmente, fin dal titolo, del tutto nuovo per la maggior parte dei settecento seduti in platea e sui palchi del teatro Sociale. E’ il motivo che ha portato il vescovo Lauro a sceglierlo come tema del suo talk all’edizione nostrana di TEDx, l’evento delle idee innovative, andato in scena sabato 25 novembre. La lungimiranza degli organizzatori (l’invito a don Lauro risale alla primavera scorsa) gli ha consentito così di declinare, a modo suo, la parola “Dio” su quella strana pedana rossa che nulla ha a che fare con i colori liturgici o con i tradizionali contesti culturali. Chiaro, fin dall’esordio, l’obiettivo di Tisi: dirottare l’attenzione da un Dio accostato a “conflitti, guerre, violenza”, a “stati d’animo di paura e angoscia” o da un Dio che “ha portato a evadere dalla concretezza della realtà” verso “quel Dio capovolto narrato dalla vicenda umana di Gesù di Nazareth, che frantuma il concetto di onnipotenza e lo riorganizza attorno al concetto di mitezza”. L’Arcivescovo la traduce con il “gioire del fatto che esistono gli altri, la predisposizione a far sì che l’altro viva, sia amico e non avversario, un compagno di viaggio”. Ecco allora che credere nel Dio di Nazareth è “un’operazione esistenziale, che coinvolge la vita” e l’”abbassarsi al livello dell’altro non è etica, ma porta benessere”. La conferma nell’infausta alternativa, quel “laghetto di Narciso che custodisce la morte: quando l’ego – si appassiona don Lauro – ingrandisce se stesso, sente solo l’eco delle proprie performance, quando l’ego diventa eco, implode e si divora” per cui “meglio ferito dall’altro che distrutto come Narciso”. I minuti del monologo scorrono, fino all’apice del “capovolgimento” di Dio, davanti a un pubblico incollato alle parole: “Il divino narrato da Gesù è l’umano che raggiunge il suo vertice: perdono, amore per il nemico, gratuità assoluta fino a donare la vita. Quell’umano è divino”. La prova? Il Vangelo della domenica, festa di Cristo Re: “Avevo fame e mi avete dato da mangiare, sete e mi avete dato da bere”. Le parole risuonano non dall’ambone di una chiesa, ma da una pedana di velluto. Con un faro bianco puntato, per la prima volta, su un vescovo. Decisamente, “in uscita”. (da Vita Trentina)

Ecco il video integrale del talk dell’ Arcivescovo di Trento, uno dei 14 protagonisti sabato 25 novembre al Sociale