Chi era Romano Guardini

il filosofo italo-tedesco
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Romano Guardini nacque a Verona il 17 febbraio 1885 da padre veronese e madre trentina, di Pieve di Bono. La famiglia si trasferì presto in Germania; dopo i primi studi a Magonza la vocazione religiosa lo portò alle facoltà teologiche di Tubinga e di Friburgo, fino all’ordinazione sacerdotale nel 1910. Il suo ministero pastorale si realizzò soprattutto nell’impegno educativo e nell’insegnamento universitario. Nel 1923 gli fu affidata la cattedra di Katholische Weltanschauung da poco istituita a Berlino. Le sue lezioni furono un confronto aperto e approfondito tra il messaggio cristiano e le opere di grandi autori della cultura occidentale; di qui avranno origine le grandi monografie interpretative dedicate a Dostoevskij, Agostino, Pascal, Socrate, Dante, Hölderlin, Rilke. Da ricordare anche Lo spirito della liturgia (1918), che ispirerà il movimento liturgico fino alle riforme del Concilio Vaticano II, e L’opposizione polare. Saggio per una filosofia del concreto vivente (1925), il suo testo filosofico più importante. Divenuto da tempo una voce scomoda per il potere nazista, nel 1939 la sua cattedra venne soppressa. Gli anni del dopoguerra, ripreso l’insegnamento a Monaco, lo vedranno impegnato, oltre che nella stesura di numerosi contributi in ambito teologico, antropologico e spirituale, in una riflessione intensiva sulla tragedia del totalitarismo nazista e sul rapporto tra libertà e potere nella civiltà moderna. Sarà tra i primi ad indicare nei giovani martiri della “Rosa Bianca” l’esempio di un’altissima testimonianza cristiana. Romano Guardini morì a Monaco il 1 ottobre 1968.

Michele Dossi, docente di Filosofia