Cardinal Parolin e vescovo Lauro a S. Zita in memoria dei caduti

Domenica 5 agosto insieme al Segretario di Stato
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Dopo aver celebrato la Messa domenica al Tonale con il vescovo di Brescia mons. Tremolada, un altro importante appuntamento nel centenario della Guerra per l’Arcivescovo di Trento Lauro Tisi. È accaduto nella chiesetta alpina di Santa Zita a passo Vezzena, quasi un simbolo di pace con la sua storia e la sua ricostruzione dieci anni fa; domenica 5 agosto mons. Tisi ha concelebrato un’Eucaristia per i caduti di tutte le guerra, dal significato universale, assieme al cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato Vaticano, in Primiero per qualche giorno di vacanza ospite dall’amico parroco don Giuseppe Da Prà nella canonica di Siror. 

Centinaia di persone – Gruppi Alpini e delegazioni di Kaiserschützen, cittadini e autorità – si sono ritrovati fin dal mattino al passo e hanno sfilato fino alla chiesetta sulle note della Fanfara e del Coro Ana di Trento; qui si è tenuta la cerimonia in onore dei caduti con l’alzabandiera – tre le bandiere presenti, italiana, austriaca ed europea –  la deposizione delle corone d’alloro, una della Croce Nera Austriaca e una degli Alpini, quindi i discorsi delle autorità, fra cui un messaggio dell’arciduca Martino d’Este che ha parlato della chiesa di Santa Zita “simbolo di fratellanza fra i popoli”.
La cerimonia è proseguita con la Santa messa durante la quale monsignor Lauro Tisi ha richiamato ai valori della pace: “Non c’è alternativa alla pace, al dialogo alla fraternità”, mentre il segretario di Stato del Vaticano, nel ricordare la tragedia della Prima guerra mondiale e dei nazionalismi sfociati con il Secondo conflitto, ha spiegato come la chiesetta sia davvero il simbolo “di un abbraccio fra uomini e popoli un tempo nemici”.

 

Fotoservizio: ufficio stampa PAT