Author: Piergiorgio Franceschini

Vita consacrata e diocesi, nuovi ambiti di collaborazione

Incontro con l’Arcivescovo all’Istituto Salesiano
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In un contesto culturale ed ecclesiale molto diverso dal passato, i religiosi e le religiose della diocesi sono disponibili a far crescere la comunione ecclesiale, trovando anche nuovi ambiti di collaborazione, pur nella fedeltà al loro carisma specifico.  Questa prospettiva, indicata dall’arcivescovo Lauro nell’incontro, sabato scorso, all’Istituto Salesiano con circa 250 religiosi, religiose, consacrati e consacrate secolari, è stata approfondita in un dialogo schietto e propositivo. L’urgenza di “conoscersi meglio e condividere anche i limiti per trasformarli in sinergia per la Chiesa locale” è stata sottolineata da padre Giancarlo Girardi, coordinatore della vita consacrata in diocesi, mentre mons. Lauro ha evidenziato alcuni ambiti:  dai giovani, ai punti di ascolto-riconciliazione previsti in ogni zona pastorale,  al versante educativo della carità e di tante emergenze come migranti, sanità, scuole ecc….

I vari istituti religiosi ora proseguiranno il confronto a partire dalla identità di ciascuno: i carismi, per andare oltre l’affaticamento delle organizzazioni e/o opere, ma anche la memoria di una Chiesa locale che sa ridimensionarsi, per porre in primo piano il senso del suo esistere come comunità di discepoli e testimoni.

Il dialogo fra i religiosi e le religiose con l’Arcivescovo (foto Lever)

“I poveri ci dicono che abbiamo bisogno degli altri”

Il dibattito organizzato dalla Diocesi in vista della Giornata mondiale (19/11)
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“Una Chiesa povera, per i poveri. Perché questo vuol dire annuncio del Vangelo”. Richiama papa Francesco  l’arcivescovo Lauro nel dibattito che ha anticipato nel pomeriggio di giovedì 16 novembre a Trento (aula magna del Seminario diocesano) la prima Giornata mondiale dei poveri voluta da papa Bergoglio per domenica 19 novembre. Con Tisi, per riflettere sul tema “Al passo dei poveri: dal problema ai volti“ gli assessori al welfare di Provincia e Comune capoluogo, Luca Zeni e Maria Chiara Franzoia e alcuni giornalisti locali intervenuti in merito al ruolo dei media nel raccontare storie di povertà.

Da don Lauro l’invito a individuare l’elemento che accomuna i tanti volti dei poveri: la mancanza di relazioni. “Il povero ci dice che noi abbiamo bisogno degli altri. Tutti siamo indigenti e dobbiamo interagire. La parola ‘rete’ è costitutiva dell’umano”. Una rete dove la Chiesa – non solo attraverso realtà come Caritas e Fondazione Comunità Solidale, promotrici dell’incontro, “perché ogni credente deve esser ferito dai poveri”, ricordava Tisi – si affianca alla pubblica amministrazione. “I numeri – ha precisato Zeni – dicono che negli ultimi anni il livello di povertà in Trentino è aumentato e questo ci deve muovere ancora con più convinzione. Ma la povertà non è solo questione economica: è esclusione sociale, il non aver diritto di mantenere i propri figli, il perdere speranza, non avere quella possibilità di “dare” che resta alla base della dignità sociale. Questo è l’attacco più forte all’autonomia personale, legata per lo più alla mancanza o alla perdita del lavoro”.
Al di là delle misure concrete (come l’assegno unico in vigore dal 1 gennaio) Zeni, e a ruota Franzoia, rilanciano il tema del “welfare generativo”, a partire dal fatto che “l’ente pubblico – precisa Franzoia – non può arrivare dappertutto, per la carenza di risorse, ma anche perché tutte le componenti della comunità devono farsi carico del disagio. Dobbiamo uscire dalla logica dell’assistenzialismo, dal pensare che l’ente pubblico abbia la soluzione e invece la soluzione al bisogno sta nella relazione con una persona che è comunque portatrice di risorse. Da quelle bisogna ripartire”. Concorda l’Arcivescovo: “Rispetto al passato serve un discernimento maggiore nel dare risposte ai poveri. La parola chiave è interazione, perché il problema è di tutta la collettività. Sui poveri, al di là di ogni credo, possiamo ritrovarci”.

Quale Chiesa? Il Consiglio pastorale si interroga

Proficua riunione sabato 11 in seminario. Nelle difficoltà, segni di alba più che tramonto
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Quale Chiesa nel futuro del Trentino? La domanda ha animato l’ultima riunione del Consiglio pastorale diocesano, nella mattinata di sabato 11 novembre in seminario  a Trento. Davanti ai laici che rappresentano tutte le zone pastorali della diocesi, l’arcivescovo Lauro (accanto al vicario don Saiani e alla delegata per i laici Cecilia Niccolini) ha declinato la domanda di fondo in prospettive concrete, rilanciando alcuni interrogativi, a partire dalla relazione dell’Assemblea diocesana di settembre. Alla base, la capacità di interpretare la “penombra” di oggi in chiave di alba o di tramonto:  “Quali sono, nelle vostre realtà – ha chiesto don Lauro – le prassi che portano a leggere il tempo come abitato da Dio e quali, viceversa, conducono a un binario morto?”. Ancora: “Se la Chiesa, intesa come comunità di credenti, più che come laici preti, è chiamata a testimoniare il Dio mite di Gesù di Nazareth, come trasformare in concretezza, nella vita pastorale, questa visione di Chiesa e di Dio? E come far si che nelle nostre comunità si possa vivere, concretamente, l’esperienza della comunione? Il rapporto tra preti e comunità favorisce un percorso di comunione o lo rende difficile? Le strutture organizzative e pastorali sono funzionali oppure no?”.

Dal confronto, l’ammissione di una fatica diffusa ma anche molti segnali incoraggianti, nella direzione dell’alba più che del tramonto. Emergono esperienze territoriali in cui, pur partendo da piccoli numeri, si intravvedono i colori della speranza: dai giovani che si mettono in gioco in val di Fiemme (anche grazie al coinvolgimento attraverso i social), alla ventata di entusiasmo e di spiritualità portata dalle suore clarisse in Primiero, dalle richieste di incontro tra comunità storicamente distanti (es. Vanoi con Primiero), ai ragazzi che vogliono tornare a frequentare la comunità anche nel post-cresima  (Valsugana Orientale) e, talora, chiedono, loro stessi, alle catechiste di abbandonare una proposta vecchio stampo a favore di modalità nuove di annuncio (Riva), agli oratori che tornano ad essere abitati (Rotaliana). Comune la constatazione di parrocchie che devono necessariamente ridisegnarsi, non più identificate nel volto del prete. Ma devono farlo scoprendo un nuovo rapporto con Dio. “Sul volto di Dio siamo digiuni”, ha ammesso don Lauro che ha chiesto ai laici di “aiutare i preti a rapportarsi a questa nuova fase” e ha concluso: “Se nel passato tutto era scontato, ora dobbiamo rilanciare il credo in Gesù di Nazareth, figlio di Dio”. 

Al passo dei poveri: dal problema ai volti

Giovedì 16 (17.30 Seminario) confronto in vista della prima Giornata mondiale
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La Diocesi di Trento, attraverso Caritas e Fondazione Comunità Solidale invita a un confronto pubblico in vista della Giornata mondiale dei poveri, indetta da papa Francesco per domenica prossima 19 novembre. Giovedì 16 novembre, a Trento, alle ore 17.30 nell’aula magna del Seminario Diocesano di corso 3 Novembre (con possibilità di parcheggio anche in via Endrici) è in programma un dibattito, aperto alla cittadinanza, sul tema:  Al passo dei poveri: dal problema ai volti. L’obiettivo è mettere attorno al tavolo rappresentanti delle istituzioni e del mondo della comunicazione. Partecipano, infatti,  l’arcivescovo Lauro Tisi (“Per una Chiesa capace di riconoscersi nel povero”), gli assessori Luca Zeni (Pat) e M. Chiara Franzoia (Comune Trento) su “Conciliare il nuovo welfare con le storie e i volti delle persone” e i rappresentanti dei media locali (quotidiani, TV, radio, web…) chiamati a rispondere alla domanda: “I poveri, notizia scomoda?”.

 

“Esiste un Dio che ama, non è un’ipotesi”

Oltre trecento giovani, con il vescovo Lauro, alla ripartenza di "Passi di Vangelo"
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Ben oltre i trecento attesi. Da tutta la diocesi. Attenti, partecipi, gioiosi. Eccoli, i giovani che hanno dato il via, nella serata di giovedì 9 novembre in seminario a Trento (e in diretta su radio Trentino inBlu), al nuovo ciclo di “Passi di Vangelo”, insieme al Vescovo Lauro. La proposta della pastorale giovanile riconferma un format “vincente” negli incontri mensili cittadini: cena condivisa, domande esistenziali, vangelo e commento dell’Arcivescovo. Poi il silenzio di meditazione o il lavoro di gruppo prima della preghiera finale. Tappa d’esordio, nel cammino sul Vangelo di Marco, il tema della fiducia. A partire dal riconoscimento della propria identità, la stessa che Gesù ricercava domandando ai discepoli: “La gente, chi dice che io sia? E voi chi dire che io sia?”. “La grande notizia – ha detto con entusiasmo don Lauro – è questa: esiste un Dio che ama. E a voi non dico diventate bravi, dico solo: lasciatevi raggiungere dalla notizia che Dio per te è amore e bellezza. La  vostra identità è questa: siete amati da Dio. Non è un’ipotesi di lavoro. Si diventa discepoli di Gesù quando ci si fida dell’amore. E anche quando tutti vi avranno abbandonati,  lui vi raccoglierà. E forse questo ci aiuterà a regalare anche noi un po’ della nostra vita”.

In allegato testo meditazione Vescovo

Passi di Vangelo prosegue ora con gli incontri territoriali: Ecco dove e quando:

Gruppi settimanali … per continuare il viaggio con il vangelo di Marco

Mattarello Pietro Dalprà

Nicola Dadam

pietro.dalpra63@gmail.com; nik.tandem@gmail.com venerdì

 

Oratorio 20.30

21.30

Trento

centro

Michele Tomasi

Devis Bamhackl

universitari.tn@gmail.com mercoledì Cappella

universitaria

via Prepositura 35

21.00

22.00

Trento

nord

d.Francesco Viganò

Rosa Santagata

rosa.santagata84@gmail.com

francesco.vigano@outlook.it

lunedì Oratorio

Gardolo

20.00

21.00

Rovereto d. Daniel Romagnuolo romagnuolo.daniel@gmail.com domenica

ogni 15 gg

12 e 26/11;17/12;

Oratorio

Rosmini

21.00

22.00

Mori d. Lorenzo Iori pastoralegiovanilevallagarina@gmail.com venerdì Oratorio 18.30

19.30 + cena

Ala

Sabbionara Avio

d.Lorenzo Iori pastoralegiovanilevallagarina@gmail.com 29/11 Avio

12/12 Ala

Oratorio Avio e Ala 19.00

20.00 + cena

Villazzano p. Antonio Viola antonio.viola@dehoniani.it venerdì Oratorio 20.00

21.00

Cognola Daniele

Armellini

armellini.daniele@gmail.com

lucio_toma@hotmail.com

venerdì Sala Anselmi

(Oratorio)

20.45

21.45

Vezzano d.Paolo Devigili

Mattia Maccabelli

Laura Lucchetta

info@noivalledeilaghi.it mercoledì 22/11 Canonica 20.30

21.30

Riva Arco Dro d.Mattia Vanzo Sr.Barbara mattiavanzo20@gmail.com

suorbarbara.fmsc@gmail.com

venerdì 17/11 Convento San Martino – Arco 19.00

20.00

Villallagarina Stefania e

Giacomo

stefy.sartori@gmail.com mercoledì Canonica 19.00

20.00

Vescovo ai collaboratori pastorali: “Siate preti dell’ascolto”

In seminario, presenti un centinaio da tutto il territorio
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Buona parte dei 102 preti collaboratori pastorali in Diocesi hanno risposto all’invito del Vescovo Lauro che martedì 7 novembre ha voluto incontrarli in Seminario a Trento. I collaboratori sono preti non più parroci per raggiunti limiti di età (ma non solo, vi sono anche preti giovani e religiosi) che rimangono ad operare sul territorio a servizio delle comunità per le celebrazioni eucaristiche, nella catechesi o in altre attività. “Non è sempre facile – ha detto loro don Lauro – lasciare ruoli di responsabilità, si apre una fase che richiede accompagnamento ed è quello che noi vorremmo offrirvi inaugurando oggi un percorso di prossimità”. Secondo il vescovo, per i collaboratori, che operano  accanto ai preti con responsabilità diretta nella gestione di una realtà ecclesiale in rapido mutamento (“Non esiste più la parrocchia di un tempo”), si aprono spazi importanti: “Di fronte a questa pluralità è necessario che ognuno metta a disposizione le forze che ha”, li ha sollecitati il Vescovo, seduto accanto al vicario per il clero don Ferruccio Furlan. Ed ha aggiunto: “Sarete buoni collaboratori nella misura in cui libererete forze laicali… altrimenti andremo a impoverire la comunità”. Tra le dimensioni della pastorale che potrebbero avere grande vantaggio dai collaboratori, don Lauro individua soprattutto la disponibilità all’ascolto. “C’è una fortissima domanda di essere ascoltati. Il Papa continua a parlare di discernimento che ha bisogno però di occasioni di incontro. Per questo ho invitato a far diventare permanenti nelle zone pastorali dei punti di ascolto dove la gente sa che in ora fisse e frequentabili, le persone possano rivolgersi a un prete per parlare.Qui vedrei un investimento dei collaboratori per sviluppare, tra l’altro, il meglio del proprio essere prete”. Altri ambiti di coinvolgimento indicati dal Vescovo: il mondo della cultura, gli ammalati, l’aiuto nella preparazione al matrimonio.

IN ALLEGATO SINTESI COMPLETA DELL’INCONTRO

 

 

Arcivescovile in festa per Sant’Alberto

S. Messa in Duomo con l'Arcivescovo e castagnata
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Secondo antica tradizione, la ricorrenza di Sant’Alberto Magno vede riunita la comunità dell’Arcivescovile per il patrono ogni 15 novembre (coincide con il compleanno dell’ex rettore don Umberto Giacometti e del vulcanico prof. Piero Guerra) in un programma di preghiera e di amicizia, suggellata dalla castagnata pomeridiana curata dall’Agesc, l’Associazione Genitori Scuola Cattolica. Studenti, docenti e genitori si sono ritrovati alle 11 in Duomo dove l’Arcivescovo Lauro Tisi ha commentato il Vangelo invitando i ragazzi e i giovani a valorizzare i propri talenti in una valutazione gioiosa dei doni che il Signore ha dato loro. Li ha invitati però anche a resistere alla spinta culturale verso l’individualismo del nostro tempo (lo “zio Ego” lo ha chiamato scherzosamente), indicando loro non pochi esempi dei bravi docenti dell’Arcivescovile. Alle figure dei sacerdoti amanti delle scienze e della natura ha fatto riferimento per soffermarsi sul dovere della salvaguardia del Creato che nasce dal considerare la terra come giardino da rispettare e da coltivare.

Alla Messa, animata da alcune classi, ha partecipato anche il vicepresidente nazionale Agesc, il trevisano Giancarlo Frare. Un riconoscimento è stato consegnato al prof. Marco Bridi, che ha raggiunto la meritata pensione dopo tanti anni dedicati all’Istituto e, fra l’altro, alla redazione del suo Annuario.

19 novembre, dedicazione della cattedrale

Festa con i fedeli della zona pastorale di Riva e Basso Sarca
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La Diocesi di Trento celebra domenica 19 novembre – nella Giornata Mondiale dei Poveri voluta da Papa Francesco – anche la dedicazione della basilica cattedrale.  L’Arcivescovo ha voluto che la celebrazione (in Duomo alle ore 15.30) avesse un carattere più spiccatamente diocesano, convocando il popolo di Dio della nostra Chiesa locale. Memore delle celebrazioni del passato con la partecipazione dei cori della diocesi, ha esteso l’invito ai diversi “ministri” della liturgia e in particolare ai rappresentanti di una delle otto zone pastorali in cui è divisa la diocesi. Quest’anno tocca alla zona pastorale  comprendente i decanati di Riva e Ledro, Arco e Calavino. Per il prossimo anno è già iniziato il coinvolgimento dei sacerdoti e delle comunità della Valli del Noce.

Così don Giulio Viviani presenta l’appuntamento:

Perché la celebrazione non fosse semplicemente un evento liturgico, pur bello, si è voluto prepararla e fin dalla scorsa primavera, dopo aver fatto una mappatura delle varie ministerialità esistenti in zona, si sono tenuti oltre 50 incontri a vario livello in quella zona pastorale; anzitutto con i sacerdoti, con i consigli pastorali e poi soprattutto incontri di settore con i cantori dei cori parrocchiali, con i responsabili dei chierichetti, con i lettori, con i ministri straordinari della Comunione, con i sacristi e gli addetti al culto delle nostre varie chiese e parrocchie. Si tratta di un’esperienza molto intensa, molto bella, molto partecipata. Basti dire che già al primo incontro con i lettori erano presenti circa 150 lettori. Con loro sono stati fatti degli incontri comuni sull’aspetto biblico, quello più strettamente liturgico e anche tecnico con un esperto; ci si è divisi anche in due decanati e infine si sono fatti degli incontri di gruppo (una quindicina di persone alla volta) per fare esercitazione. Analogamente incontri si sono avuti con i responsabili dei cori e gli organisti; con i sacristi e gli addetti al culto (incontri formativi e laboratori). Anche con i ministri straordinari della Comunione si è voluto focalizzare l’aspetto più strettamente “caritativo” di attenzione al malato ed ecumenico (la preghiera con le badanti di altre confessioni e riti cristiani). Tutta una serie di occasioni di approfondimento della spiritualità e anche delle modalità pratiche di esecuzione del proprio compito e ministero.

Tutto si è concluso nella domenica 17 settembre, quando nel pomeriggio nella chiesa di San Giuseppe a Riva nel corso di una partecipata assemblea si sono potute ascoltare le sintesi del cammino fatto e le prospettive future. Per questo la celebrazione della dedicazione non è semplicemente una bella celebrazione, ma è un punto di arrivo di un cammino intrapreso e un punto di partenza per ulteriore approfondimento del ruolo e della ministerialità dei laici nelle nostre parrocchie e unità pastorali. Molto importante sarà  lo sviluppo e la nascita di una corresponsabilità a diversi livelli con gruppi, commissioni ed equipe che, in comunione con il parroco, hanno a cuore le celebrazioni liturgiche. Insieme le preparano, le attuano e le verificano per farle diventare occasione di catechesi e punto di arrivo e di partenza per l’attività caritativa.

Questo è il desiderio del nostro Vescovo per la festa della dedicazione che è una festa quindi di pietre vive delle nostre comunità; di quelle pietre vive che nelle parrocchie e nelle unità pastorali compongono la nostra Chiesa locale, la vera “cattedrale” cioè la vera comunità/chiesa del Vescovo Lauro che in mezzo a noi rende presente il Cristo Buon Pastore che raduna il suo gregge e gli indica il cammino da seguire.

Tutto il lavoro è stato compiuto sotto la regia di Paolo Delama (musica sacra), con Mons. Cesare Sebastiani (delegato per il culto), di Mons. Giulio Viviani (incaricato per i diaconi, i sacristi e la rivista dei chierichetti Samuel) e da Enrico Delama (servizio consulenza socio pastorale).

Ci si è avvalsi della collaborazione del Biblista Gregorio Vivaldelli, della esperta  logopedista Camilla Da Vico; dei rappresentanti della Consulta della Pastorale della Salute e del Centro Diocesano per l’ecumenismo. Cosa abbiamo proposto e fatto?

Tutto nasce dalla proposta del Vescovo Lauro: valorizzare la festa della dedicazione della Cattedrale come festa della Chiesa locale, memoria ed esperienza del nostro essere pietre vive di un tempio santo, di una Chiesa viva.

E allora non solo i Cori, ma anche gli altri operatori pastorali, soprattutto quelli che a partire dalla celebrazione liturgica animano le nostre comunità; e allora non tutta la Diocesi ma una zona pastorale alla volta; e allora occasione per conoscere meglio e approfondire il nostro ministero, per crescere insieme nella ministerialità, in una ministerialità diffusa; e allora momento fondamentale per le Unità Pastorali e le Parrocchie unite per imparare a conoscerci, a lavorare insieme, a collaborare ad avere unità di intenti con il nostro Vescovo.

Addio Piergiorgio Scarin, trent’anni da diacono.

84 anni, fu ordinato nel 1987; papà di don Francesco
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Ancora un lutto nella Chiesa di Trento e nuovamente tra i primissimi diaconi permanenti. All’indomani della scomparsa di Eugenio Francesconi, è deceduto infatti all’età di 84 anni Piergiorgio Scarin, originario di  Albignasego (PD) ma alense di adozione, ordinato diacono a Trento nel 1987. Piergiorgio è il papà di don Francesco, parroco a Rovereto S. Maria de dell’UP della Vallarsa. Piergiorgio Scarin è stato collaboratore pastorale a Prada, Cornè, Saccone (1992-1993)  a Pilcante (1993-1998), quindi Chizzola e Serravalle (1998-2001), Ala (2001-2003), Avio, Sabbionara, Mama (2003-2005) e infine collaboratore pastorale del decanato di Ala dal 2003. Il funerale è stato celebrato nella parrocchia di Ala mercoledì 15 novembre.