Author: Piergiorgio Franceschini

Tragedia di Stava, si rinnova la memoria

Via crucis mercoledì 18 e s. Messa con mons. Andrich il 19 luglio
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33° anniversario della tragedia di Stava, con il suo fiume di fango che il 19 luglio 1985 carpì la vita di 268 persone. L’anniversario sarà celebrato  giovedì 19 luglio 2018 con la s. Messa alle 18.30 nella chiesa di san LeonardoA presiedere la S.Messa di suffragio sarà monsignor  Giuseppe Andrich, vescovo emerito di Belluno e Feltre che ha accettato l’invito del parroco di Tesero don Bruno Daprà.  La presenza di monsignor Andrich, che per anni ha celebrato la S.Messa per le vittime del Vajont nel cimitero di Fortogna, testimonia ancora una volta la vicinanza fra le comunità della val di Stava e del Vajont.  A sottolineare questa vicinanza il rito religioso sarà preceduto, alle ore 17.30 dello stesso giovedì 19 luglio, dalla deposizione di un mazzo di fiori al monumento dono delle Popolazioni del Vajont antistante la chiesetta della Palanca di Stava per iniziativa degli Alpini delle Sezioni ANA di Tesero e Longarone.

Mercoledì 18 a fare da prologo alla memoria ci sarà la Via Crucis lungo la val di Stava. Appuntamento per la partenza in località Pesa e poi in cammino fino alla chiesetta della Palanca, scandendo nelle varie tappe i nomi delle vittime della tragedia di 33 anni fa dovuta all’incuria umana, quando i bacini di decantazione della miniera di Prestavel ruppero gli argini scaricando 180.000 metri cubi di fango sull’abitato di Stava e su parte di Tesero.

PROGRAMMA DEL 33° ANNIVERSARIO 

Nella foto Papa Giovanni Paolo II in preghiera per le vittime di Stava nel cimitero di San Leonardo a Tesero il 17 luglio 1998, nel terzo anniversario della tragedia.

Medjugorje, la prudenza della Chiesa e la fede dei pellegrini

Confronto all'oratorio di Campitello di Fassa giovedì 19 luglio
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Fenomeno Medjugorje: se ne parla a Campitello di Fassa giovedì 19 luglio all’Oratorio con inizio alle ore 21 nell’ambito di Ispirazioni d’Estate, rassegna di incontri tra religione e cultura (comprese visite guidate alle chiese), organizzata dal decanato di Fassa in collaborazione con l’APT Val di Fassa e i comitati manifestazioni locali.  Ospite P. Stefano M. Cecchin, docente di Mariologia e Presidente della Pontificia Accademia Mariana Internazionale, a confronto con le testimonianze dei pellegrini a Medjugorje. La Chiesa attende un pronunciamento ufficiale della Santa Sede sull’origine soprannaturale delle presunte apparizioni mariane iniziate il 24 giugno del 1981.

L’Istituto Guardini rilancia lo studio teologico in Trentino

Un breve video promozionale presenta l'offerta formativa della Diocesi
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L’Istituto di Scienze Religiose Romano Guardini, nuova offerta formativa della Diocesi di Trento in campo teologico, si presenta attorno a tre parole chiave: confronto, dialogo, teologia.
Ne parlano in questo video l’arcivescovo di Trento Lauro Tisi e il direttore don Stefano Zeni.

Festa in Primiero con Avvenire e Vita Trentina

26 e 27 luglio con quotidiano, settimanale e parrocchie. Presente anche vescovo Tisi
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Si tiene il 26 e 27 luglio in Primiero la terza festa estiva del settimanale diocesano Vita Trentina e del quotidiano Avvenire in collaborazione con le parrocchie del Primiero. Questo il programma:

Giovedì 26 luglio: ad ore 20.30 presso teatro parrocchiale di Mezzano

Incontro dibattito sul tema “La verità vi rende liberi: fake news e giornalismo di pace” con Marco Tarquinio, direttore di Avvenire; introduce Diego Andreatta, direttore di Vita Trentina

Venerdì 27 luglio 2018

Ore  9 ritrovo presso la chiesa della Madonna dell’Aiuto a Fiera di Primiero

Ore 9.30  passeggiata aperta a tutti con l’arcivescovo Lauro Tisi, il direttore di Avvenire Marco Tarquinio e i collaboratori di Vita Trentina

Ore 11: nella chiesa di San Vittore Santa Messa con l’Arcivescovo Lauro Tisi

Ore 12.30 Pranzo rustico presso oratorio di Fiera di Primiero

Ore 16: in oratorio, presentazione della novità editoriale di Vita Trentina “Nell’inverno, un calicanto”, con l’autrice Maria Turri Fedrizzi.

Per i collaboratori di Vita Trentina venerdì 27 luglio partirà alle 7 dal piazzale ex Zuffo un pullman per Fiera di Primiero. Rientro a Trento previsto ore 19. Per iscrizioni tel.

 

Festa Avvenire-Vita Trentina – luglio 2017 Val di Fassa (foto Zotta)

 

Lombardi: “Comunicare, tra verità e bellezza”

La riflessione dell'ex portavoce della Santa Sede a Rovereto ripresa da Settimana News
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Settimana News pubblica la relazione tenuta da Padre Federico Lombardi, gesuita, per lungo tempo responsabile della Sala Stampa vaticana, alla Fondazione Opera Campana dei caduti di Rovereto, il 25 maggio scorso. Il testo offre alcuni criteri del perché e di cosa comunicare: per unire le persone, per affermare la verità, per diffondere il bene attraverso le «buone notizie», per scoprire e coltivare la bellezza. Ecco il testo integrale. Foto da settimananews.it

 

Al Diocesano Nostalghia, in ascolto della bellezza

Inaugurata la mostra fotografica sulle comunità cristiane in Medio Oriente
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Uno stato d’animo, una condizione esistenziale. Nostalgia e rifugio sono parole evocative che fanno da filo conduttore alla mostra fotografica “Nostalghia”, realizzata dalla fotografa Dorigo e dal giornalista Milluzzi, inaugurata venerdì 6 luglio al Museo Diocesano Tridentino alla presenza degli autori e di monsignor Lauro Tisi.

Liberarsi dai pregiudizi, andare oltre i confini e i muri che ostacolano il riconoscimento dell’altrui dignità e diritto alla libera espressione della propria identità. Sono alcuni dei motivi alla base del viaggio nella regione che è stata la culla del Cristianesimo intrapreso dalla fotografa Linda Dorigo e dal giornalista Andrea Milluzzi. Per due anni hanno vissuto in Medio Oriente, ospitati negli antichi villaggi delle comunità cristiane, una minoranza religiosa spesso oggetto di violenza, realizzando un ampio reportage sulla loro esperienza, poi confluito in “Nostalghia” e “Rifugio”.

Nostalghia è una mostra fotografica, a cura di Annalisa D’Angelo, composta di trentadue stampe ai sali d’argento dedicata al “Viaggio tra i cristiani d’Oriente” – nove i Paesi attraversati: Iraq, Iran, Libano, Egitto, Israele, Palestina, Giordania, Siria e Turchia -, inaugurata venerdì 6 luglio al Museo Diocesano Tridentino, alla presenza della direttrice Primerano e del vescovo Tisi. Rifugio è il catalogo in lingua inglese edito da Schilt Publishing nel 2015 in cui sono stati raccolti gli scatti in bianco e nero, frutto di un prezioso lavoro di stampa artigianale realizzata in camera oscura, accompagnati da testi e parole significative come quelle che titolano i capitoli di cui è composta la pubblicazione – fear, borders, nostalghia, warriors of god -, esprimenti un forte richiamo a quel nucleo profondo di umanità che accomuna tutti e che occorre riscoprire per maturare uno sguardo accogliente e liberante nei confronti dell’altro.

Sguardo che, per aprirsi e ospitare, deve prima fermarsi e contemplare: “La forza della mostra –   ha detto monsignor Tisi – sta nell’incontrare il reale, nell’esprimere un viaggio concreto di incontro con il bello, incarnato nella figura dell’uomo che sale sul tetto della sua casa a guardare le stelle. Prima che togliere libertà all’altro, porre un confine la preclude a me, condannandomi alla bruttezza. Bellezza invece è non avere confini e questa è la grande provocazione di Gesù: la libertà nasce dal mettere fine ai confini e i divanetti che troviamo nell’ultima sala sono un invito al silenzio e alla contemplazione, a fermarci per ascoltare noi stessi e decidere di non avere confini“.

Il nostro – ha commentato Milluzzi – è stato il percorso di due persone che hanno ascoltato chi è stato testimone di enormi sconvolgimenti politici e sociali e ha subito guerre, rimanendo però profondamente attaccato alla propria terra e ai valori che fanno della convivenza il perno della vita quotidiana, una base talmente forte da prevalere anche di fronte al rischio della persecuzione che spinge alla fuga. Questo ci interroga su chi siamo e su quanto siamo disposti ad accogliere invece che a respingere. Questa mostra ne ha generato una gemella che porteremo in Medio Oriente“.

Il nostro lavoro oggi è caratterizzato da una responsabilità sempre maggiore – ha aggiunto Dorigo -: abbiamo raccolto storie di resistenza, di sofferenza, ma anche di gioia, riportando ciò che abbiamo visto e sentito e questo progetto rappresenta un ponte che mira a favorire la conoscenza. La responsabilità è legata alla gratitudine: siamo partiti spinti dalla passione e dalla curiosità per quei territori e quei popoli, abbiamo avuto il  privilegio di essere ospitati dalle comunità locali, ricevendo molto“.  (Patrizia Niccolini)

La mostra, visitabile fino al 7 ottobre, è stata organizzata dal Museo Diocesano Tridentino in collaborazione con PhotoOp.

Orari: 10.00-13.00 / 14.00-18.00. Giorno di chiusura: martedì. Ingresso gratuito.

Per ulteriori informazioni: tel. 0461 234419 – info@museodiocesanotridentino.it

Linda Dorigo

Fotografa, giornalista e documentarista. Il suo lavoro si concentra sulle tematiche delle minoranze etniche e religiose in Medio Oriente, unendo l’approccio dello slow-journalism alla ricerca antropologica. Tra il 2011 e il 2014 vive a Beirut lavorando al progetto “Rifugio” dedicato alle comunità cristiane di nove Paesi del Medio Oriente e nel 2015 pubblica il libro fotografico omonimo edito da Schilt Publishing. È attualmente impegnata nel progetto partecipativo a lungo termine sull’identità curda Imagined Mountains. Come fotogiornalista collabora, tra gli altri con Le Monde, L’Espresso, Marie Claire, Al Jazeera. www.lindadorigo.com

 

Andrea Milluzzi

Giornalista professionista. Lavora al quotidiano Liberazione per 7 anni occupandosi di politica, economia e società. Collaboratore di varie testate (L’Espresso, Al Jazeera, Pagina99, Huffington Post), e insieme a un gruppo di colleghi fonda nel 2009 il sito reportageitalia.it, in cui sono raccolti testi e immagini di due anni di viaggio nell’Italia della crisi economica. Il progetto diventa un libro fotografico edito da Postacart nel 2011 e lo stesso anno Andrea si trasferisce a Beirut per lavorare al progetto “Rifugio”, pubblicato nel 2015 da Schilt Publishing. Lavora a La7. Tra i libri pubblicati “Cgil, 100 anni al lavoro” (Ponte alle Grazie, 2006).

 

 

 

Casa Lamar, un dono per la comunità: la visita del vescovo Lauro

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Il vescovo di Trento, Lauro Tisi, è stato in visita a Casa Lamar, la struttura di accoglienza e affiancamento che ospita persone affette da Hiv/Aids ed è gestita dal Centro Trentino di Solidarietà. Di seguito il servizio pubblicato dal settimanale Vita Trentina e dal portale vitatrentina.it, a firma di Augusto Goio

“Buongiorno, come va?”. “Guarda che è il vescovo di Trento”. “Perbacco!”. Il dialogo spontaneo tra il vescovo Lauro, un operatore e un ospite va in scena nel vialetto di Casa Lamar, tra l’edificio che accoglie attualmente sei ospiti affetti da Hiv/Aids e il vicino vigneto. La struttura di accoglienza, gestita dal Cts – Centro Trentino di Solidarietà -, sorge in posizione un po’ defilata rispetto alla statale 12 che da Gardolo porta a Lavis, all’altezza del semaforo di Spini. Una scelta precisa, voluta soprattutto per tutelare gli ospiti. Ma le visite sono sempre gradite. Qualche volta arrivano qua gli scout, per sperimentarsi nel servizio agli altri. E oggi è arrivato l’arcivescovo di Trento, Lauro Tisi. Una visita attesa da tempo, che si concretizza nel giorno in cui la Chiesa cattolica festeggia i santi Pietro e Paolo. Da segnalare la presenza, sotto il tendone accanto alla casa, per riparare dal sole e – meno – dal vento che batte con costanza, del “posto occupato”, segno di attenzione verso le vittime della violenza sulle donne.

Gardolo - La celebrazione con il vescovo Tisi a Casa Lamar. - 29/06/2018 -

Gardolo – La celebrazione con il vescovo Tisi a Casa Lamar. – 29/06/2018 –

Proprio dalla liturgia prende spunto don Lauro per incoraggiare gli ospiti, che possono sentirsi “imprigionati” dalla malattia. “La malattia può diventare un carcere, ti impedisce di realizzare quello che vorresti”. Ma nel volto di ciascuno dei volontari, qualcuno anche avanti negli anni, che si prodigano per gli ospiti di Casa Lamar il vescovo vede altrettanti angeli liberatori, come quello che nella lettura appena ascoltata giunge a liberare Pietro. “Davvero – dice don Lauro – continua il prodigio di uomini e donne che vengono a liberare”. E prosegue rimodulando le celebri parole di Paolo “ho combattuto la buona battaglia”: “Qui si combattono battaglie che mettono a dura prova”, dice, pensando a quanti sono alle prese con la malattia. “Ma la fede è un umano che si affida, e qui ci si affida gli uni agli altri. E’ il miracolo che è accaduto a Paolo: conservare la fiducia negli altri, nel futuro e nella vita”. Poi la sferzata: “E’ fuori di qui che sono i morti… hanno salute, hanno denaro, ma non sono nulla se non sanno fidarsi degli altri. La fede è credere alla vita e alle persone”, conclude don Lauro, prendendo dal Vangelo un ultimo pensiero, “una provocazione”, dice. “Voi siete il Cristo”, afferma rivolto agli ospiti di Casa Lamar. “E il servizio di voi operatori e volontari diventa adorazione eucaristica. Avete capito, come il Samaritano, che non bisogna domandarsi: Chi è il mio prossimo, ma farsi prossimo agli altri. La Chiesa ha bisogno di credenti che facciano vedere che farsi prossimo è vita. Qui ho trovato serenità e sorrisi che in tanti altri posti non si trovano più”. Parole che trovano corrispondenza nella scritta collocata a fianco dell’altare: “La vita vale la pena di essere vissuta… sempre”. Sempre, anche quando la malattia rende i giorni (e le notti) difficili. Lo sanno bene gli ospiti, e lo sanno bene anche gli operatori, i volontari, i familiari, che accolgono il vescovo con calore. I “grazie” che affiorano sulla bocca di tutti, il responsabile di Casa Lamar, Antonio Simula, li riassume nelle parole pronunciate al termine della santa messa. Ringrazia il vescovo Lauro per la sua visita, spiegando che si è soliti, a Casa Lamar, fare festa, festeggiare la bellezza dell’accoglienza. E ringrazia in particolare “per il dono di don Francesco” Viganò, responsabile della pastorale giovanile del decanato di Trento e da tempo presenza assidua alla struttura di accoglienza, che ha concelebrato con il vescovo (“Ve lo nomino assistente”, aveva annunciato poco prima don Lauro).

Prima della celebrazione, don Lauro aveva avuto il tempo per una veloce visita all’interno della struttura e per informarsi sulle questioni aperte più urgente, promettendo di interessarsi per un sostegno attraverso i fondi dell’8 per mille e di coinvolgere la pastorale giovanile per portare volontari. “Siamo vicini, come Chiesa di Trento, a realtà come la vostra che sono davvero un dono per tutta la comunità”.

 

La Chiesa trentina ripensa la missione

Da don Beppino a don Cristiano: il “passaggio di consegne” alla guida del Centro Missionario
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Da don Beppino a don Cristiano: il “passaggio di consegne” alla guida del Centro Missionario ha segnato mercoledì 4 luglio in Seminario di Trento l’incontro estivo dei missionari, con una cinquantina di partecipanti e persone provenienti dai cinque continenti. I dettagli nel servizio del settimanale Vita Trentina, Leggi tutto….
Il “passaggio di consegne” alla guida del Centro Missionario ha segnato mercoledì 4 luglio in Seminario di Trento l’incontro estivo dei missionari, con una cinquantina di partecipanti e persone provenienti dai cinque continenti: dall’Amazzonia, al Ciad, al Mozambico, all’Ecuador, fin dalla “lontana” Ungheria, nel cuore dell’Europa, oggi terra di forti contraddizioni nel respingimento intransigente dei migranti e nel proporre un modello di un nazionalismo esasperato ed angusto.

don Cristiano Bettega

Anche l’Arcivescovo Lauro per tutta la giornata in mezzo missionarie e missionari anziani, ma giovani nello spirito, ancora intraprendenti, combattivi dopo 61 anni di presenza nel sertao brasiliano o 48 anni nella cordigliera ecuadoriana e così via…e alcuni rappresentanti dei giovani volenterosi  che fanno riferimento al Centro missionario.

Fin dall’inizio della giornata guidata da Tatiana Brusco è stata espressa riconoscenza a don Beppino Caldera per nove anni direttore lungimirante e intraprendente nell’osare vie nuove, a partire da un protagonismo dei migranti dentro la Pastorale: “ti ringraziamo per le tua inquietudine e per i tuoi stimoli”, ha detto l’Arcivescovo, che ha poi presentato il nuovo responsabile don Cristiano Bettega nell’ambito dell’area pastorale della “Testimonianza e impegno sociale”. I vari appuntamenti missionari – a partire dalla veglia diocesano a cui inviteremo anche le altre realtà pastorali – non devono essere più avvertiti come eventi di settore, ha precisato mons. Tisi.

Monsignor Tisi saluta alcuni dei missionari intervenuti

I missionari intervenuti hanno sottolineato il fatto che al Centro Missionario, loro, si sono sempre sentiti come a casa. L’apertura agli altri, la mondialità, non come mera assistenza ma come esigenza di giustizia ispirata dal Vangelo, sono due cifre che caratterizzano la vita di queste donne e di questi uomini, partiti tanti anni fa,  magari con esigenti proposte di evangelizzazione e poi “cambiati” dalle situazioni e dai contesti. Trasformati come “un povero sacco vuoto“ che via via si è riempito delle richieste, delle sofferenze, dei gemiti e delle speranze delle persone in carne ed ossa che quotidianamente incontravano sul loro cammino.

Se l’età anagrafica sembra condannare questo specifico mondo ad una progressiva scomparsa, d’altra parte l’animazione dei gruppi parrocchiali o decanali (aldilà del riferimento ad un proprio missionario di zona) sono un motivo di fiducia. Anchse se composti da poche persone, magari stanche, questi piccoli gruppi sono il segno di una presenza che travalica il piccolo contesto e si unisce al missionario di riferimento; il fatto che il mensile di collegamento “Comunione e Missione” sia spedito agli indirizzi di cinquemila famiglie e persone è la conferma di una rete di affetti e di impegni che non viene meno. Così come il canale settimanale di Vita Trentina, sempre attesa dai missionari, che il nostro direttore Diego Andreatta ha presentato come un veicolo doverosamente aperto ad un arricchimento reciproco.

Cambiano le persone ma l’animazione missionaria continua, come impronta di una passione che rivitalizza. Anche nella fatica di trovare punti di coerenza nello stile di vita di ciascuno, innanzitutto, per non trovarsi con persone che la domenica frequentano la Messa ma poi se la prendono, facile capro espiatorio, con i migranti.

E allora – ci si è chiesto – quale è il futuro della missione? Non si tratta di arretrare in questo frangente storico in cui la chiesa trentina è ancora presente coi suoi 205 missionari in ben 58 nazioni nel mondo. Ma per il futuro don Lauro ha indicato qualche attenzione nuova. Sarà forse necessario fare fare qualche scelta di campo e individare alcune situazioni nei vari Continenti in cui privilegiare un impegno della diocesi trentina; dove “investire” in una relazione non solo non con il singolo missionario, ma con un’equipe missionaria composta magari anche da religiosi, religiose e qualche laico, a partire da un rapporto di collaborazione con la Chiesa locale che li accoglie. Ma ciò deve avvenire – è l’auspicio del nostro vescovo – nella logica dello scambio, e non individuale ma di piccolo gruppo, di volitiva comunità, in cui si dà e si riceve e magari ci si accorge che è molto di più quanto si riceve in testimonianza e grazia. Così risulta conseguenziale il superamento di distinzioni troppo rigide, come, ad esempio, la differenza tra missionari diocesani “fidei donum” e religiosi delle diverse congregazioni o istitui ecc.; tutti, infatti, hanno rimarcato la loro appartenenza diocesana e il ruolo molto positivo e unificante del Centro missionario dove tutti “ci sentiamo accolti e valorizzati come figli di questa chiesa di Trento e non per l’istituto di appartenenza”.

“La missione come qualcosa di necessario”, è stato ripetuto. E’ un’idea attuale e contestualizzata di vivere il vangelo, al passo col tempo, attenta ai “segni dei tempi”. Se c’è una cosa che stupisce in tante persone ormai anziane – aduse per lunghi anni a “spendersi” per gli altri senza calcoli e con grande passione – è il non rimanere arroccate sulle proprie posizioni, pur con qualche resistenza; nessuna rendita di posizione, ma l’assunzione delle novità che la realtà quotidiana propone come esigenza per rendere sempre nuovo un “antico” messaggio, la bontà del vino nuovo in otri nuovi. La celebrazione eucaristica e il momento conviviale del pranzo hanno concluso la riunione delle missionarie e dei missionari in vacanza che ogni anno riserva positive sorprese: l’incontrarsi e conoscersi, scambiarsi esperienze e pensieri, nel segno di una “missione” che, a dispetto delle apparenze, non viene affatto meno. (Roberto Moranduzzo)

FOTOSERVIZIO ZOTTA

 

 

 

Restauro Cattedrale di Trento, completato primo lotto Nord

Riaffiorano tracce di affreschi trecenteschi Consolidati pilastri, avviato monitoraggio permanente
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Con il completo smontaggio dei ponteggi, sono terminati, nel pomeriggio di venerdì 6 luglio, i lavori del primo dei tre lotti di restauro della cattedrale di Trento, iniziati nel marzo 2017.

Con l’intervento appena ultimato si è provveduto al restauro del paramento lapideo interno della navata Nord. Sono inoltre stati consolidati gli intonaci delle volte della medesima navata (campate da II a VII).

Secondo la programmazione dell’intervento, le lavorazioni sono state precedute da una estesa campagna di indagini che ha riguardato sia il paramento lapideo che le sei volte ed i sette pilastri della navata Nord. Tale campagna di indagini ha integrato e completato le verifiche già eseguite nel corso dei “cantieri pilota” sulla controfacciata principale e su parte della navata Sud che hanno supportato lo sviluppo della progettazione esecutiva dell’intervento di restauro finanziato.

Le indagini eseguite hanno consentito di mettere in luce alcune superfici affrescate di epoca settecentesca, la cui esistenza era in parte nota, e tracce di intonaci affrescati di epoca trecentesca non conosciute prima dell’intervento in fase di ultimazione.

L’analisi dei sette pilastri della navata Nord ha messo in luce l’effettiva natura e consistenza sia della porzione corticale dei pilastri, realizzata in pietra calcarea di Trento, che del nucleo interno costituito da un riempimento “a sacco” con malta di calce e pietrame di varia pezzatura. Le verifiche hanno reso evidente la necessità di procedere ad un sistematico ed esteso intervento di consolidamento dei pilastri, solo in parte preventivato e comunque programmato nel secondo lotto. L’intervento di consolidamento dei pilastri della navata Nord è stato completamente anticipato nel primo lotto ed attuato su tutti i sette pilastri della navata.

Con la conclusione dell’intervento del primo lotto, sarà impostato un sistema di monitoraggio strutturale permanente della Cattedrale di Trento.

I lavori di restauro interno della Cattedrale di Trento, sono stati autorizzati nel 2014 con le Determine 903/2014 e 904/2014 della Soprintendenza Beni Culturali della PAT. Con Determina 28/2015 del Dirigente del DIM, l’intervento è stato ammesso a finanziamento per un importo complessivo pari ad Euro 5.781.435. Il finanziamento ammonta al 75% di tale importo. L’esecuzione dell’intervento è stata suddivisa in tre lotti. Il primo lotto è stato aggiudicato, a seguito di gara ad invito espedita con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Alla gara hanno partecipato tutti gli operatori economici del territorio ed alcuni operatori extra regionali, abilitati all’esecuzione dell’intervento.

L’esecuzione dei lavori è poi stata affidata alla ditta Lares Restauri di Venezia.

Il progetto è stato sviluppato da un team di specialisti composto dall’arch. Maria Antonietta Crippa e dal prof. Ferdinando Zanzottera del Politecnico di Milano, dalla dott.ssa Giovanna Alessandrini, dal prof. Claudio Modena, coordinati dall’arch. Ivo Maria Bonapace di Pinzolo, direttore lavori.

Nelle prossime settimane l’Arcidiocesi di Trento darà avvio alle procedure di gara per l’aggiudicazione dei lavori dei due lotti successivi dell’intervento che riguarderanno il restauro della navata centrale e della parte residua della navata sud, nonché del transetto e della zona absidale della Cattedrale.

Foto Gianni Zotta

 

Qui servizio TGR

Il Duomo e le pitture del '300

Il Duomo di Trento svelato dopo i restauri durati oltre un anno. Via le impalacature dalla navata nord.E si scopre un pezzo di storia sconosciuta della Cattedrale.Linda Stroppa

Pubblicato da TGR RAI – Trentino su Sabato 7 luglio 2018