Author: Piergiorgio Franceschini

Assemblee pastorali, a Dro i primi “passi di comunità”

L’operazione “ascolto” del vescovo Lauro inizia sabato 22 con la zona pastorale Riva-Ledro
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Tempo di vigilia per la vita della Chiesa trentina. Non della tradizionale Assemblea d’inizio dell’anno pastorale, solitamente programmata nel capoluogo a metà settembre, ma di Assemblee pastorali in ciascuna delle otto zone in cui si suddivide il territorio diocesano.

“Passi di comunità”, lo slogan che accompagna il percorso, risuonerà per primo a Dro dove dopodomani, sabato 22 settembre, è chiamata a riunirsi con l’arcivescovo Lauro la zona pastorale Riva del Garda e Ledro, che comprende anche Arco e la Valle dei Laghi. Appuntamento alle ore 9.00 nel teatro parrocchiale droato.

L’invito all’Assemblea di zona è rivolto anzitutto ai rappresentanti delle comunità parrocchiali, ma anche a chiunque abbia a cuore l’urgenza di ricostruire tessuti di comunità. Non solo, dunque operatori pastorali ma pure esponenti della società civile e, in particolare,  dell’associazionismo e del volontariato  locale.

L’arcivescovo Lauro si avvicina a questo impegnativo tour di otto sabati, da qui a fine novembre, con la volontà di “porsi in ascolto, senza pregiudizi, senza sentenze”, come scrive nell’editoriale di Vita Trentina oggi in edicola. “Dobbiamo essere consapevoli – argomenta Tisi – che anche la Chiesa è immersa in un mutamento sociale, culturale e religioso che la scuote alle fondamenta. Non è più tempo di una pastorale di mantenimento, dobbiamo guardare avanti e oltre, senza perdere di vista le nostre radici. Sogno comunità di persone, non importa quante, che provino semplicemente a vivere il Vangelo, senza distinzioni obsolete tra preti e laici, ma in un unico slancio di comunità credente, riunita attorno alla Parola di Gesù di Nazareth”.

ECCO L’INTERVISTA ALL’ARCIVESCOVO: 

 

“Credo che quest’Assemblea – anticipava il vicario di zona don Dario Silvello al settimanale diocesano che dedica a ciascuno degli  otto appuntamenti un inserto preparatorio – possa rappresentare un punto di svolta. Il Vescovo che entra nel vissuto della zona, ascolta le problematiche, condivide le attese e le speranze, si confronta con i laici, offre ascolto ai non credenti, ai suoi preti, religiosi, religiose, fratelli e sorelle nella fede: mi sembra un bel segno. Ѐ quel pastore tanto caro a papa Francesco, ma soprattutto a Gesù, che conosce le sue pecore e le conosce per nome”. Il laico Claudio Tonelli, impegnato nell’oratorio di Varone e membro del Consiglio pastorale diocesano si immagina “una Chiesa che abbia sempre più il coraggio di uscire dalle proprie celebrazioni e dalle proprie strutture – di pietra e clericali – per testimoniare e rendere credibile il Vangelo, dove al centro troviamo i piccoli, i poveri e i deboli di ogni tempo: bambini, adolescenti e giovani; i numerosi bisognosi residenti seguiti dalla Caritas; i richiedenti asilo; gli ammalati e gli anziani”.

All’Assemblea di sabato 22 per Riva e Ledro, seguiranno: Valsugana e Primiero (6 ottobre), Fiemme e Fassa (13 ottobre), Valli del Noce (20 ottobre), Giudicarie (27 ottobre), Mezzolombardo (10 novembre), Trento (17 novembre), Vallagarina (24 novembre). Le zone pastorali sono divenute “centrali” nella riorganizzazione della Diocesi che dal 1° settembre ha visto la cessazione dei decanati.

In ogni tappa, all’Assemblea del mattino segue, nel pomeriggio, un incontro con gli animatori della comunicazione e della cultura: dai redattori di bollettini e siti web parrocchiali, ai fiduciari e corrispondenti di Vita Trentina, ai referenti delle sale della comunità coordinate dall’Associazione NOI oratori. Obiettivo: operare dentro un progetto condiviso che aiuti a “comunicare” comunità.

LA ZONA PASTORALE IN CIFRE

Alcuni numeri significativi della zona pastorale di Riva e Ledro che comprende anche Arco e Valle dei Laghi.

Abitanti: 58.000.

Parrocchie: 46.

Unità pastorali: 5 Romarzollo, Sisinio Martirio e Alessandro (Dro), Territorio Terlago, Valle di Ledro, Papa Giovanni XXIII (Tenno).

Preti: parroci 11, collaboratori pastorali residenti 19.

Comunità religiose: 15

Sacramenti (dal “Rapporto 2017” della Chiesa trentina e suddivisi per i decanati allora ancora esistenti):

Arco: 100 Battesimi, 118 Prime Comunioni, 120 Cresime, 146 funerali.

Calavino: 55 Battesimi, 110 Prime Comunioni, 76 Cresime, 95 funerali.

Riva e Ledro: 148 Battesimi, 210 Prime Comunioni, 221 Cresime, 201 funerali.

Vescovi Nordest a confronto su futuro parrocchie, Caritas e migranti

Riuniti a Torreglia il 17 e 18 settembre
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I Vescovi del Nordest – tra cui l’arcivescovo di Trento Lauro Tisi e l’emerito Luigi Bressan – si sono ritrovati il 17 e 18 settembre a Villa Immacolata – Torreglia (Padova) per una riunione più prolungata della Conferenza Episcopale Triveneto (Cet). Dopo un iniziale tempo dedicato alla meditazione e condivisione spirituale, i Vescovi si sono confrontati su un tema sempre più presente e sotto attenzione nella vita pastorale di queste Chiese: la situazione presente e futura delle comunità parrocchiali, le nuove forme di cura pastorale del territorio – unità o collaborazioni pastorali ecc. – nella realtà attuale che risente della diminuzione del clero in attività e delle vocazioni (con le relative conseguenze) assieme alla fatica e, talora, anche alla diminuzione dei fedeli laici.

La necessaria riflessione su questi aspetti – ha affermato il Patriarca di Venezia e presidente della Cet Francesco Moraglia nel corso del dialogo – “ci aiuti a realizzare una nuova immagine di Chiesa non determinata solo dalle urgenze ma più corrispondente alle vocazioni e ai ministeri ecclesiali, soprattutto riscoprendo e valorizzando la dimensione battesimale e la comunità come soggetto pastorale”. Nel confronto tra i Vescovi sono emerse tra l’altro le seguenti riflessioni: lo smarrimento esistente tra quello che la parrocchia è stata per lungo tempo e ciò che è adesso, la fraternità tra i sacerdoti e nella comunità cristiana, i ministeri dei fedeli laici e la loro collaborazione con i sacerdoti, la necessità di non far mancare mai il primo e secondo annuncio del Vangelo non lasciandosi ingabbiare dalle urgenze e soluzioni organizzative per rispondere meglio alle domande di senso che continuano ad essere nel cuore del popolo di Dio e favorire l’incontro con il Signore Gesù che ama e salva, ravvivare la fiducia nell’ascolto della Parola di Dio che saprà suggerire e inventare qualcosa di nuovo e ciò che è veramente importante oggi per rigenerare le comunità cristiane.

A seguire, dopo aver svolto, in questi ultimi tempi, un lavoro di analisi su organizzazione e attività delle Caritas diocesane e di ascolto della Delegazione Caritas del Nordest, i Vescovi hanno deciso di indirizzare alla stessa Delegazione una lettera nella quale esprimono apprezzamento e incoraggiamento per l’impegno in atto e il proficuo servizio reso. Raccomandano, in particolare, di privilegiare sempre la funzione pedagogica e formativa della Caritas – per l’animazione dell’intera comunità cristiana nella testimonianza della carità – in quanto sempre più urgente e preziosa, nonché di curare con attenzione e discernimento i rapporti con tutti i soggetti collegati (diversi da Caritas) mantenendo chiara l’attribuzione di compiti e responsabilità. Hanno, inoltre, richiamato l’importanza di garantire sempre massima trasparenza e correttezza nell’uso delle risorse provenienti dai fedeli, dall’otto per mille o da altre fonti.

In riferimento alle questioni legate all’immigrazione, i Vescovi del Triveneto hanno, infine, manifestato apprezzamento per quanto le comunità cristiane dei nostri territori hanno fatto e stanno facendo in quest’ambito. Per i Vescovi “come cristiani, e come ricordava anche recentemente Papa Francesco, non possiamo chiudere gli occhi su cause e riflessi di un fenomeno così vasto e complesso. Le nostre comunità cristiane sono chiamate ad aiutare la nostra società a trovare le forme e le modalità più valide e dignitose per realizzare un’accoglienza ragionevole e umana”.

Anziani pellegrini al santuario di Piné

In 700 alla S. Messa di sabato 15 settembre presieduta dall'arcivescovo Lauro
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Momento ecclesiale festoso al santuario mariano di Pinè, sabato 15 settembre, in occasione del Pellegrinaggio diocesano degli anziani, alla presenza dell’arcivescovo Lauro. Nella spianata dalla Comparsa, Monsignor Tisi ha presieduto la s. Messa davanti a circa 700 anziani provenienti da tutta la Diocesi. Per loro parole di ringraziamento e di incoraggiamento da parte dell’Arcivescovo che prima e dopo la liturgia si è soffermato personalmente in mezzo ai presenti, stringendo centinaia di mani. Al termine della s. Messa sono intervenuti con un indirizzo di saluto il coordinatore dei circoli anziani della Provincia autonoma Tullio Cova e Walter Mosna del Fap Acli (Federazione anziani e pensionati) che operano in stretta sinergia con la pastorale anziani della Diocesi.  Immagini: Silvio Magnini

 

 

Cristo Re abbraccia il centenario don Avi

Festa domenica 15 ottobre con s. Messa, saluto del sindaco e dei bambini
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Nuovo bagno di folla per don Guido Avi, il prete vivente più anziano della diocesi, con i suoi 100 anni compiuti lo scorso febbraio. E’ stata la “sua” comunità civile e parrocchiale di Cristo Re, da lui “battezzata” all’inizio degli anni ’50, a tributargli un affettuoso saluto domenica 16 settembre. Oltre alla S,. Messa nella chiesa costruita con la regia di don Avi (popolarmente noto come don “torta” per le lotterie organizzate per raccogliere fondi grazie alla vendita delle torte realizzate dalle mamme della parrocchia ) il momento ufficiale alla presenza del sindaco Alessandro Andreatta e dei bambini della Scuola Materna, nata anche grazie all’impegno del prete centenario don Guido.

FOTO: Agenzia Panato – Vita Trentina Editrice

 

Museo diocesano, arriva il corso in 3D

Riflessi dello sviluppo tecnologico sui beni culturali
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Il Museo Diocesano Tridentino organizza a partire da sabato 13 ottobre un originale e interessante corso di rilievo 3D applicato ai beni culturali. La generazione di modelli 3D di oggetti è diventata un importante elemento di ricerca in differenti campi, non ultimo quello dei beni culturali. In questo corso Matteo Rapanà, archeologo ed esperto di rilievo tridimensionale, si propone di presentare le differenti metodologie comunemente utilizzate nel rilievo dei beni culturali e le sue possibili applicazioni nel settore. Mediante l’utilizzo di una macchina fotografica digitale e di specifici software, i partecipanti sperimenteranno la creazione di modelli digitali di opere presenti nelle collezioni del museo e di reperti provenienti dalla Basilica Paleocristiana di San Vigilio.

INFORMAZIONI

 

Numero di incontri: 4 lezioni da 3 ore l’una il sabato mattina

Orario: dalle 9.30 alle 12.30 nei giorni sabato 13, 20, 27 ottobre e sabato 10 novembre 2018

Costo: € 60,00 per tutto il corso. Per i possessori della tessera-abbonamento annuale del Museo il costo dell’intero corso è di € 54,00.

 

STRUMENTAZIONE

Ciascun partecipante dovrà essere munito di una macchina fotografica digitale (reflex, compatta o

mirrorless), di un mouse e di un computer portatile (requisiti minimi di sistema OS: Windows

10/8.1/8/7/Vista 64 bit; Memoria: 4Gb di RAM). È consigliato, ma non è obbligatorio, l’utilizzo di un cavalletto.

 

 

PROGRAMMA

 

Sabato 13 ottobre 2018, ore 9.30-12.30

Rilievo 3d. Metodologia, applicazioni e software

Il primo incontro sarà dedicato alla presentazione delle differenti metodologie comunemente utilizzate nel rilievo tridimensionale e all’analisi delle possibili applicazioni dei modelli digitali nel settore dei beni culturali. Inoltre saranno analizzati alcuni software e app per dispositivi mobili che permettono di creare modelli digitali tridimensionali partendo da singole fotografie. Particolare attenzione sarà dedicata al software 3D Zephyr, che verrà utilizzato nel corso delle lezioni, e ai diversi passaggi che consentono di creare il modello digitale dell’oggetto rilevato.

 

Sabato 20 ottobre 2018, ore 9.30-12.30

Fotogrammetria pratica

Attraverso l’utilizzo di una macchina fotografica digitale e del software 3D Zephyr, i partecipanti avranno modo di creare direttamente i modelli digitali di alcuni reperti presenti nella Basilica Paleocristiana di San Vigilio e di elementi scultorei che arricchiscono i prospetti della Cattedrale di Trento. Saranno affrontate nel dettaglio tutte le procedure per ottenere un modello digitale corretto e in scala dell’oggetto rilevato mediante fotografie e filmati digitali.

 

Sabato 26 ottobre 2018, ore 9.30-12.30

Fotogrammetria pratica e utilizzo delle maschere

Dopo aver acquisito dimestichezza con il procedimento fotogrammetrico, l’attenzione dei corsisti sarà rivolta al rilievo di alcuni reperti dalla geometria complessa presenti nelle collezioni del Museo Diocesano Tridentino. Questo secondo incontro pratico permetterà di approfondire ulteriormente la conoscenza del software 3D Zephyr attraverso l’applicazione di alcune funzionalità avanzate.

 

Sabato 10 novembre 2018, ore 9.30-12.30

Post processing dei dati e caricamento dei modelli online

Dopo aver esplorato le gallerie virtuali di alcuni celebri musei nazionali e internazionali, verranno presentate le potenzialità di Sketchab, sito comunemente utilizzato da enti e privati per caricare online i propri modelli digitali. In questo incontro i partecipanti al corso avranno l’opportunità di creare una propria galleria online caricando su Sketchfab i modelli digitali creati, impostando alcuni parametri per la visualizzazione ottimale e aggiungendo una o più descrizioni dell’oggetto rilevato.

 

Papa ai Cappuccini: siate vicini alla gente

Udienza con il nuovo generale, il trentino d'adozione padre Genuin, già guardiano a Rovereto
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Papa Francesco ha ricevuto in udienza i partecipanti all’85.mo Capitolo Generale dell’Ordine dei Frati minori Cappuccini, che ha eletto a nuovo Ministro generale padre Roberto Genuin, veneto di nascita ma trentino d’adozione, da ultimo Guardiano del convento di Rovereto.  Il Papa ha pronunciato un discorso a braccio mentre quello che il Santo Padre aveva preparato per la circostanza è stato consegnato ai presenti. Tutti i dettagli su vaticannews.it 

Prosegue su piazza Fiera il restauro della sede della Curia

Confermata l’urgenza dell’intervento. Intonaci con il colore originario  
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Iniziati nel maggio scorso, proseguono ora sul versante di piazza Fiera gli attesi lavori di restauro delle facciate di palazzo Ceschi, l’edificio che a Trento ospita dal 1922 l’episcopio e gli uffici dell’Arcidiocesi, noto fra i trentini come il “palazzo di Curia”. L’intervento – come anticipato a inizio cantiere sul settimanale Vita Trentina – riguarda tutte le facciate dell’edificio, ricostruito in stile neorinascimentale tra il 1872 e il 1873 dai fratelli Ceschi di Santa Croce su progetto dell’architetto Ignazio Liberi che reimpiegò il portale dell’edificio preesistente. Da quest’ingresso si risale idealmente in retrospettiva storica fino alla fine del Cinquecento con il palazzo della famiglia Peregrini, ceduto nel 1633 al principe vescovo Carlo Emanuele Madruzzo e, appena 7 anni dopo, alla famiglia Particella: dai fratelli Lodovico e Vincenzo passò poi ai nipoti Giuseppe e Ginevra; fu lasciato in donazione all’Istituto dei sordomuti che lo  vendette nel 1871 ai fratelli Luigi e Giovanni Battista, i baroni Ceschi.

A rendere urgente il restauro, progettato dall’architetto Ivo Fadanelli nel 2011 e condotto d’intesa con l’architetto Fabio Campolongo per la Soprintendenza Beni Culturali, sono state le conferme sull’avanzato stato di degrado delle facciate con il rischio di distacchi – degli intonaci, dei materiali lapidei e anche di alcuni elementi prefabbricati in cemento che coronano le facciate – in una zona molto frequentata. Ammalorata e pericolosa si presentava in particolare la situazione degli intonaci, soprattutto nella facciata principale più esposta alle intemperie, con evidenti fessurazioni ed estese porzioni in fase di distacco.

A rischio caduta anche gli elementi lapidei, di tre diversi tipi: dolomia, bianco di pila e soprattutto quel verdello di Trento, una pietra che per la sua composizione  si presenta molto friabile, soggetta ad una continua esfogliazione. Una situazione oggettiva di rischio per i passanti che ha reso improrogabile l’intervento.

“Possiamo dire che i fenomeni di degrado, ora confermati dalle ricognizioni effettuate sui ponteggi, siano da ascrivere in gran parte alla cattiva qualità della pietra utilizzata nella costruzione del palazzo da parte delle maestranze dell’epoca, ed al normale ammaloramento delle superfici ad intonaco che in più punti si presentano fessurate e distaccate dal supporto murario”, spiega l’architetto Roberto Paoli, direttore dei lavori.

Sulle superfici intonacate, come prescritto dall’autorizzazione della Soprintendenza e come concordato in situ con l’architetto Fabio Campolongo funzionario Soprintendenza per i Beni Culturali della Provincia Autonoma di Trento, sono stati eseguiti saggi stratigrafici per individuare le crome originarie dell’edificio.

Vista della città dal Palazzo di Curia “fasciato” dai ponteggi

“I sondaggi effettuati, e parti di edificio risparmiati da precedenti interventi di manutenzione, hanno permesso – nota Paoli – di individuarne le finiture originarie che prevedevano un assetto cromatico più coerente dell’attuale e in sintonia con le coeve costruzioni delle scuole Crispi e del Tribunale con le quali palazzo Ceschi si confronta nel contesto urbano. In particolare, le parti ad intonaco presentavano una colorazione più scura che metteva maggiormente in risalto la partizione architettonica definita degli elementi lapidei”.

“Considerato – conclude Paoli – che buona parte delle superfici ad intonaco, sia dei bugnati che delle parti piane dovevano essere oggetto di interventi di consolidamento e di rifacimento, per ovviare a possibili cadute, si è deciso in accordo con la Soprintendenza di procedere alla loro tinteggiatura riprendendo le crome originarie evidenziate dalle stratigrafie”.

L’intervento di restauro delle facciate di Palazzo Ceschi, dal costo complessivo di 170 mila euro, finanziati in parte con i proventi dell’otto per mille, è stato affidato alla ditta Consorzio Ars di Trento. Dopo il lato est e, in parte, nord, i lavori interessano ora il lato ovest, su piazza Fiera.

Il lato est di Palazzo Ceschi, già sottoposto a restauro

 

Partono le assemblee pastorali. Con un inserto di Vita Trentina

Primo focus dedicato a Riva-Ledro-Arco e Valle dei Laghi, in vista del 22 settembre
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Tempo di vigilia per la vita diocesana. Non della tradizionale assemblea di metà settembre, ma – per la prima volta dopo tanti anni – delle assemblee pastorali. Si terranno nelle otto zone pastorali alla presenza del vescovo in altrettanti sabati fino al termine di novembre. Un percorso che Vita Trentina seguirà nel dettaglio a cominciare dal numero in edicola e nella case degli abbonati questo giovedì 13 settembre con il primo inserto di presentazione dell’evento dedicato alla zona pastorale di Riva e Ledro che comprende Arco e Valle dei Laghi: interviste, commenti, immagini.

Ecco il calendario del percorso delle assemblee che Vita Trentina seguirà nel dettaglio.

Riva e Ledro 22 settembre (a Dro, teatro parrocchiale)

Valsugana e Primiero 6 ottobre (Pergine, teatro comunale)

Fiemme e Fassa 13 ottobre

Valli del Noce 20 ottobre

Giudicarie 27 ottobre

Mezzolombardo 10 novembre

Trento 17 novembre

Vallagarina 24 novembre

Consiglio pastorale diocesano, verso le assemblee di zona

Riunito il “parlamentino” della Chiesa trentina
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È tornato a riunirsi, a Trento in Seminario, nel mattinata di sabato 8 settembre, il Consiglio pastorale diocesano. Al centro dell’incontro, guidato dall’arcivescovo Lauro (con il vicario don Saiani e la referente per i laici Cecilia Niccolini), il cammino verso le otto assemblee pastorali di zona, la prima in calendario sabato 22 settembre a Dro con le comunità comprese nel territorio di Riva-Ledro-Arco-Valle dei Laghi. Dal partecipato confronto all’interno del “parlamentino” con i rappresentanti dei territori, numerosi stimoli per migliorare la lettura della realtà ecclesiale, in un contesto radicalmente e velocemente secolarizzato. Insieme si prova a individuare elementi di novità e di speranza. Anche in dialogo con realtà della società civile con cui stabilire alleanze virtuose.