Adunata Alpini, s. Messa e messaggio Papa

In cattedrale con vescovi Marcianò e Tisi. Guarda Fotogallery
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Anche papa Francesco ha ricordato domenica all’Angelus l’Adunata nazionale degli alpini: “Un pensiero speciale rivolgo agli Alpini, riuniti a Trento per l’ Adunata Nazionale. Li incoraggio ad essere testimoni di carità e operatori di pace, sull’ esempio di Teresio Olivelli, alpino, difensore dei deboli, recentemente proclamato Beato”.

Cattedrale e piazza Duomo gremiti sabato pomeriggio per la s. Messa in memoria dei caduti di tutte le guerre. La liturgia è stata presieduta dall’ordinario militare, il vescovo Marcianò e concelebrata dall’arcivescovo di Trento Lauro Tisi.  FOTOSERVIZIO Gianni Zotta. CRONACA di Diego Andreatta:

Nel cuore della 91° Adunata, la Messa celebrata oggi pomeriggio dall’Ordinario militare mons. Santo Marcianò insieme all’Arcivescovo di Trento mons. Lauro Tisi e decine di parrocci e cappellani militari ha visto una partecipazione quanto mai numerosa e anche attenta: molti non hanno potuto entrare in Duomo – dove un intero transetto era riservato ai rappresentanti di ogni sezione con i rispettivi labari – e hanno seguito la celebrazione dal maxischermo in una piazza Duomo affollatissima.
Nel suo saluto mons. Tisi ha ringraziato dapprima il Signore “per il tanto bene che fanno gli alpini” ed ha osservato come “laddove c’è sofferenza, disagio, fatica, dappertutto ci sono gli alpini”. L’Arcivescovo ha indicato – in una cultura liquida e troppo spesso dominata dall’egoismo – i valori propri degli alpini di rendere servizio agli altri e saper far festa. “E’ molto significativa anche la vostra voglia di appartenenza – ha aggiunto – la capacità di fare squadra”.
Valori che sono stati richiamati anche da mons. Marcianò che nella festa dell’Ascensione ha collocato l’impegno degli alpini “fra cielo e terra”: capaci di aspirare ad alti ideali, ma anche a “sporcarsi le mani”. Ha ricordato che l’Adunata non è una festa pagana ma un’occasione per vivere un sentimento autentico di fraternità. A conclusione dell’Eucaristia, accompagnata dal coro Ana di Trento, è stato invitato sul presbiterio a benedire gli alpini anche il rappresentante ortodosso del Patriarcato di Mosca che aveva portato all’altare una suggestiva icona della “Madonna del Don”, terra bagnata di sangue nei conflitti mondiali. (da)