“Il lavoro che vogliamo. Libero, creativo, partecipativo, solidale”. (Corso UCSI – ODG 27/11/2017)

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A Trento dibattito con Andrea Melodia , Raffaele Lorusso e Mons. Giulio Viviani

“Il lavoro che vogliamo. Libero, creativo, partecipativo, solidale”.  Ad un mese dalla 48° settimana sociale di Cagliari , l’UCSI di Trento ha riperso l’argomento per portare, assieme ad Ordine e sindaco Regionali , un proprio modesto contributo  per meglio fronteggiare la difficile situazione dell’editoria locale.

Lo ha fatto  affrontando, in un corso di aggiornamento, gli argomenti più scottanti e delicati  che oggi investono  la professione giornalistica come: precariato, contratti atipici, disoccupazione, mancanza di tutele e tutte quelle forme di criticità professionale  legate in gran parte  all’avvento dei media digitali.

L’incontro -introdotto dal presidente dell’UCSI Trentino Alto Adige Giustino Basso che ha ricordato come quella del rispetto della dignità professionale e umana del lavoro è una nuova frontiera sulla quale l’UCSI intende impegnarsi –  si è articolato in tre  relazioni che hanno affrontato l’argomento sotto visuali diverse: etico, professionale e sindacale.

I valore del lavoro con i suoi diritti ed i suoi doveri, la sua essenzialità nella vita dell’uomo come “riflesso della stessa realtà di Dio che ha operato per sei giorni nella creazione”, ed i riferimenti nella dottrina sociale della Chiesa sono stati gli argomenti svolti da Mons. Giulio Viviani (giornalista, direttore dello Studio Teologico Accademico di Trento).

Il tema del lavoro giornalistico e le nuove competenze “imposte” dalle nuove tecnologie con tutto il bagaglio di accorgimenti e capacità professionali oggi necessarie per offrire un’informazione corretta, veritiera, rispettosa della persona e autorevole è stato invece affrontato da Andrea Melodia (già presidente nazionale dell’UCSI)

La grave situazione di crisi in cui oggi versa l’editoria è stato infine l’argomento affrontato da Raffaele Lorusso (segretario nazionale della FNSI) che ha denunciato come la perdita negli ultimi 5 anni di oltre tre mila posti di lavoro sia dovuta alla trasformazione del lavoro dipendente in lavoro precario.

“Non possiamo consentire – ha detto – che il Governo delle tutele crescenti ignori la mancanza di tutele nel nostro settore, perché il rispetto dei diritti del lavoro corrisponde al rispetto della dignità della persona”

All’incontro – al quale hanno preso parte un centinaio di corsisti –  hanno portato il saluto all’UCSI il segretario Regionale del sindacato Stefen Wallisch e il presidente dell’ordine  Fabrizio Franchi.

IN ALLEGATO RELAZIONI DI VIVIANI E MELODIA